6 Ottobre 2010

Pane, rischio serrata per panificatori. Consumatori divisi

 Roma, 6 ott (Il Velino) – Rischio di serrata per i panificatori. La Federazione italiana panificatori-Fippa si è riunita in Consiglio generale con tutti i delegati provinciali e regionali per decidere se togliere per un giorno il pane agli italiani oppure scegliere altre forme di protesta. Origine del contenzioso la modifica della tabella che determina i prodotti agricoli proposta dal ministero delle Politiche agricole e resa operativa da Tremonti con decreto del 5 agosto che permette agli agricoltori di produrre e vendere pane fresco. Il che vuol dire che con ogni probabilità nei farmers’ maket della Coldiretti sarà possibile acquistare il pane del contadino. La questione divide il fronte dei consumatori. A schierarsi subito accanto alla Fippa è stata l’Aduc. “Gli agricoltori, come fanno sapere dalla Fippa, hanno un regime fiscale forfettario che si ferma al 15 per cento mentre nella panificazione artigianale, tra imposte dirette e indirette si arriva al 52 per cento di tasse sul reddito trasformato. A noi – sottolinea il presidente Vincenzo Donvito – sembra un obbrobrio, un privilegio che mina la base di qualunque economia di mercato: l’uguaglianza davanti allo Stato e al Fisco". Se venisse confermata la sproporzione della pressione fiscale, secondo il presidente Aduc “saremmo di fronte a una concorrenza sleale”. “Noi – sottolinea al VELINO – crediamo che più concorrenza c’è e meglio è, ma si deve partire dalle stesse condizioni. In quel caso non abbiamo nulla in contrario a che anche gli agricoltori facciano il pane. Poi saranno le autorità preposte a dover garantire il rispetto di tutte le norme e delle corrette condizioni igienico sanitarie”. Donvito ricorda poi come “non tutti gli agricoltori si trasformeranno in panificatori. La cosa sarà circoscritta alle fiere e ai farmers’ market”.
Saluta con favore il provvedimento invece il Codacons. “Con quello che è il ricarico fra il costo delle materie prime e il prodotto finito la protesta mi sembra una cretinata. Noi – dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi al VELINO – siamo dell’idea che sia un bene accorciare la filiera. Ben venga la possibilità per gli agricoltori di vendere il pane a patto che ci sia un risparmio per i cittadini e che siano garantite le corrette condizioni igienico sanitarie”. E se ci fosse la serrata dei fornai Rienzi rilancia: “In quel caso promuoveremo un’iniziativa per insegnare ai cittadini a farsi il pane da soli”. Moderata la posizione del presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti secondo cui “si tratta solo di una questione di principio”. “È una polemica del tutto inutile”, spiega al VELINO. “Si parla di quote minime di mercato, i mercati di Campagna Amica rappresentano appena l’un per cento del totale”. Anzi, ben accolta ogni iniziativa tesa ad accorciare la filiera: “Un po’ di competizione fa solo bene alla salute”. Diversa la questione per quanto riguarda l’aspetto igienico sanitario. Anche per evitare il ripetersi di episodi che hanno messo a rischio la salute dei consumatori, come il latte crudo venduto direttamente dagli agricoltori. “Devono essere rispettate dagli agricoltori come dai panificatori”, precisa Trefiletti. Il che vuol dire che ogni agricoltore che avrà intenzione di produrre e vendere pane “dovrà munirsi di tessere normative ed essere sottoposto a verifiche e controlli”.

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