Pane, pasta, latte e libri di testo: la stangata di settembre è servita
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fonte:
- Il Messaggero
Pane, pasta, latte e libri di testo: la stangata di settembre è servita. Sempre più leggere le tasche delle famiglie anconetane alle prese con i primi aumenti degli alimentari e del corredo scolastico. Parola delle associazioni dei consumatori che per il 13 settembre prossimo annunciano uno sciopero della spesa. Polemica l`Adiconsum. “Sono proprio le associazioni dei commercianti – tuona Benito Osimani, responsabile della sede di Ancona – che finita l`estate mandano le lettere ai propri associati indicando loro gli aumenti dei beni. Chi sta dietro una cassa mira solo a guadagnare“. I rincari. Secondo la Federconsumatori ogni famiglia anconetana, tra beni alimentari e servizi, si troverà a spendere mille euro in più all`anno. “Per la scuola – spiega il presidente regionale Pierino Chiacchiarini – si arriverà a spendere dai 50 ai 60 euro in più nella spesa complessiva dei libri di testo. Questo vale solo per le elementari e le medie. Per le superiori i costi saranno più alti. In sostanza, il tetto di spesa massima fissato dal ministero della Pubblica Istruzione sarà sforato. Dei 280 euro complessivi previsti per alunno, ce ne vorranno almeno 320-350“. Per gli alimentari l`aumento percepito è, per la pasta, pari al 10-12% secondo Federconsumatori. “La colpa viene attribuita ai produttori – dice Chiacchierini – ma questi smentiscono un aumento del prezzo del grano“. Parla di segnali non incoraggianti Innocenzo Di Donato, presidente regionale Adoc, che aggiunge: “Questa settimana attiveremo una verifica dei prezzi degli alimentari, confrontandoli con quelli dell`inizio dell`estate e deducendone così gli aumenti reali. L`osservatorio si estenderà ai prodotti biologici, anche questi interessati dai rincari“. Lo sciopero della spesa. Federconsumatori, Adoc, Ausbef e Codacons hanno indetto intanto, per il 13 settembre, lo sciopero della spesa che riguarderà in maniera simbolica l`astensione dell`acquisto della pasta per l`intera giornata. In salita anche il prezzo del pane. Il paventato balzo all`insù del prezzo di uno dei beni primari della tavola italiana, annunciato ad agosto dalla Confartigianato, si sta concretizzando. “Stando ai fornitori delle panetterie – spiega Claudio Latini, referente dei panificatori dell`associazione di categoria – i costi potrebbero lievitare fino al 18 per cento (attualmente una filetta è venduta a 1 euro e 90 centesimo al chilo mentre i panini arrivano anche a 4-5 euro il chilo). Questo per l`aumento dei costi di produzione della materia prima e del prodotto finito. Ad iniziare dalle tariffe della luce. Noi fornai non possiamo più contare nel prezzo ridotto notturno“. Ma l`aumento riguarderà anche il latte (attualmente il prezzo medio al litro è di 1,35 euro), di alcuni centesimi. “Se ne teme già la possibile mancanza – annuncia Latini – perché i produttori europei stanno dirottando le loro vendite nel mercato asiatico, dove non ci sono tetti di prezzo e di quantità come accade invece da noi“. I controlli. “Il vero problema – prosegue Osimani – è il mancato controllo sul mercato delle autorità competenti. Così i commercianti fanno il bello e il cattivo tempo. Spesso i prodotti aumentati vengono dalla Cina, dove si sa che per lo sfruttamento della manodopera i prezzi dovrebbero essere minori. L`unica arma del consumatore è boicottare gli acquisti“. Già, ma come rinunciare a pane e latte? E` questo il problema principale dei consumatori che però, almeno per un giorno, vogliono rinunciare alla pasta. Per lanciare un segnale preciso ai commercianti. (Il tabellone dei prezzi a cura di Franca Santinelli).
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