31 Maggio 2008

Pane, pasta e poi frutta, gasolio: rialzi record, famiglie in crisi

A guardare i dati diffusi ieri dall`Istat, che a maggio registra un`inflazione al 3,6% – mai così dall`agosto del 1996 – viene da pensare che alla fine mangeremo solo quello: il pollo, l`unico nel paniere a non subire ulteriori rincari. Il resto è tutto sempre più salato. Nella lista degli apprezzamenti il primo posto spetta agli energetici, cresciuti di costo rispetto al maggio 2007 del 12,9%, quando ad aprile il rincaro – rispetto ad aprile 2007 – era del 10,5%. Seguono i beni alimentari: più 5,7% su base annua, contro il 5,6% registrato ad aprile. Con certi prezzi, ormai mettere sulla tavola pane e pasta diventa quasi un lusso: il primo, rispetto all`anno scorso, ha subito un ritocco di prezzo del 12,9%. Mentre il piatto forte della cucina mediterranea costa il 20,4% in più rispetto al 2007. Sotto sale, sempre su base annua, anche il prezzo del latte (+11,1%) e quello della frutta (+6,8%). Mentre la carne costa il 3,9% in più di un anno fa. Resta il pollo, come detto. Se mangiare costa caro, muoversi diventa un problema. Oggi fare benzina costa il 5,2% in più rispetto ad aprile e il 10,9% rispetto all`anno scorso mentre, per chi va a gasolio il ritocchino è del 6,7% rispetto ad aprile e del 26,2% sui prezzi dell`anno scorso. I maggiori costi dell`energia si traducono poi in apprezzamenti anche su casa (+0,6% rispetto ad aprile e +6,8% rispetto al 2007) e trasporti (+1,8% su base mensile e +6,2% su base annua). Complessivamente, per la casa, l`acqua, l`elettricità e i combustibili, a parità di consumi spendiamo lo 0,6% in più di aprile e il 6,8% in più nei confronti del maggio del 2007. Tirate le somme, i calcoli sono di Adusbef e Federconsumatori, tutto si traduce in un aumento della spesa per le famiglie di quasi duemila euro. Ma i consumatori criticano il dato ufficiale (3,6%) ritenendolo “estremamente sottostimato se non addirittura ottimistico“. Per Adusbef e Federconsumatori, considerando solo l`inflazione di alimentari ed energia, il valore del dato si attesterebbe al 5,68%. Se poi, aggiungono le associazioni, vengono presi in considerazione anche assicurazioni, trasporti e servizi bancari, il tasso “reale“, cioè quello percepito “nelle spese di ogni giorno“ arriverebbe al 6,68%, pari ad un aumento di spesa per le famiglie di 1.973 euro l`anno. Mentre per il Codacons “gli aumenti record dei prezzi dimostrano chiaramente come l`Italia si trovi oramai in una situazione di vera e propria emergenza nazionale. I rincari registrati da inizio anno di questo passo determineranno a fine anno una maxi-stangata pari a circa 1.500 euro a famiglia“. Crescono i prezzi e calano i consumi. A dirlo è la Coldiretti, che ha elaborato i dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi tre mesi del 2008. Secondo l`associazione che riunisce i coltivatori, a tavola c`è sempre meno pane (-5,5%), pasta (-2,5%) e in generale una grave stagnazione delle quantità di prodotti alimentari acquistate dalle famiglie (-0,4%). Diminuiscono, stando ai coltivatori, anche i consumi di ortaggi (-5,5%), di carne bovina (-3,4%) e di frutta (-1,8%). Mentre una positiva inversione di tendenza si è verificata per il latte fresco i cui consumi sono aumentati dell`1,6%. Numeri certamente non belli, ma con i quali dovremo convivere ancora. Almeno secondo l`Isae, ma non solo. Per l`Istituto di Studi e Analisi Economica difficilmente l`inflazione rallenterà nei prossimi mesi, soprattutto perchè i prezzi del petrolio restano a livelli record. Anche per questo in molti esprimono forte preoccupazione. Tra gli altri, Guglielmo Epifani. Il leader della Cgil, chiede un intervento dell`esecutivo per fronteggiare il caro-vita. “Si conferma l`allarme che da tempo sto lanciando – ha detto Epifani – se il governo non interviene per la parte sua per porsi il problema del contenimento dei prezzi e se i salari restano bassi si crea quella miscela esplosiva di cui ho sempre parlato“.

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