Pane, pasta e latte gratis: in mezz`ora tutto esaurito
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fonte:
- Il Gazzettino
Pane, pasta e latte gratis: in mezz`ora tutto esaurito
Fulminate. Le scorte di generi alimentari di base che ieri mattina, giornata indetta dal Codacons per lo sciopero della spesa, sono state distribuite gratuitamente dall`associazione pro consumatori in piazza Primo Maggio, sotto il castello, non hanno avuto nemmeno il tempo di durare 30 minuti. Tutto era pronto per le 11, ma già mezz`ora prima si era formata la religiosa fila di dignitosi friulani in attesa della borsa per sfamarsi. Alle 11.30 era già tutto esaurito. “Un segno evidente che la gente ha fame, ma fame delle cose elementari, quelle che costano sempre di più e per le quali invece si dovrebbe stabilire, a livello regionale e locale, un calmieramento“, parola del presidente regionale Codacons, Vitto Claut e del responsabile dei servizi sociali dell`associazione, Bruno Peres.Piene di dignità le persone in fila che, senza timori, dicevano che loro alla fine del mese non ci arrivano proprio, neppure con dolorosi sacrifici. Sembrava che venisse loro dato dell`oro, eppure erano 200 litri di latte, 250 chili di pasta e 100 chili di pane a far comparire un sorriso. “C`è bisogno di cibo, ma quello di base, per sfamare gli svantaggiati: presto, entro l`autunno, riproporremo l`iniziativa sociale con scorte ancora più abbondanti“, hanno affermato Vincenza Mastrolia e Cristina Oberdan. “Ci ha colpito, molto, che un persona da noi assistita avrebbe tranquillamente portato la sua borsa della spesa a don Tarcisio… per chi sta ancora peggio…“, rivela Pierluigi Chiarla. Tutto continua a crescere, e non certo i beni alimentari di nicchia o d`èlite, bensì quelli di largo consumo: il frumento è cresciuto di 15 centesimi al giorno e in tre mesi è arrivato ad essere quotato fino a 5 euro; nel corso dell`anno anche il burro ha visto un`impennata di 1,30 euro al chilo. Per non parlare del mais che l`anno scorso mostrava un listino-prezzi di 13, massimo 15 euro al quintale, mentre nel 2007 è schizzato a 23 euro. In Friuli la crisi si misura su questi rincari che fanno zoppicare i cittadini anche del ceto medio, in procinto di essere equiparato a quello medio-basso. “In Friuli i piccoli negozi alimentari che in alcune realtà socio-abitative assumono una importanza sociale di notevole peso, stanno chiudendo a causa dell`impossibilità di creare reddito in quanto sono strozzati dal sistema fiscale e dall`insicurezza politico-governativa“. Persino il saldo fra iscrizioni e cessazioni di imprese artigiane alla Confartigianato è negativo: meno trenta a livello regionale, fa sapere Peres. Intanto, anche nei supermercati oggi si è visto un afflusso calato di circa il 20 per cento in meno: c`è chi ha voluto simbolicamente protestare contro la speculazione dei prezzi disertando i discount.
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