21 Dicembre 2007

Pane e pasta troppo cari, consumi a picco

Sarà un Natale morigerato nei consumi quello che gli italiani si preparano a festeggiare. E non certo per una scelta etica. I rincari annunciati e, puntualmente arrivati, per i generi alimentari di uso più comune: pane, pasta, frutta e verdura hanno avuto l`effetto di far riconsiderare le quantità acquistate da parte delle massaie. Così i consumi hanno accusato un crollo significativo. A lanciare l`allarme sono state ieri le associazioni degli agricoltori, Coldiretti e Cia, insieme ai consumatori del Codacons. Per le tre sigle l`accusa è la stessa: le speculazioni e i conseguenti rincari hanno convinto gli italiani a stringere la cinghia. Basandosi sui dati Istat sul commercio al dettaglio ad ottobre e quelli relativi agli acquisti domestici degli italiani del panel Ismea Ac Nielsen nei primi dieci mesi dell`anno, la Coldiretti ha rilevato che la quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani è scesa nel 2007 per la prima volta sotto il milione di tonnellate, un calo del 7%. Stessa sorte per la pasta di semola che ha fatto registrare una riduzione del 3,9%. Il picco negativo dei consumi non si può attribuire interamente all`aumento delle materie prime, che pure c`è stato, a cavallo del 2006-2007. Il prezzo del grano cresciuto nel 2007, secondo Fedagri-Confcooperative, è tornato ai valori del 1985, quando costava 0,23 centesimi di euro al chilo. A lievitare è stato invece il prezzo del pane, passato da 0,52 euro/kg del 1985, a 2,7 euro del 2007. Ma è frenata dei consumi anche quella che sta interessando il comparto ortofrutticolo. Secondo la Cia, Confederazione italiana agricoltori, nei primi dieci mesi dell`anno si è avuto un crollo di oltre il 5,6%. Tuttavia, la spesa sostenuta dagli italiani per frutta e verdura, nonostante i minori acquisti, è cresciuta tra il 5 e il 7% proprio per l`impennata sul fronte dei prezzi. Per quanto riguarda la frutta, secondo i dati forniti dalla Confederazione, la flessione delle vendite è stata pari al 4,3%, rispetto al 2006, mentre gli acquisti di verdure e ortaggi sono scesi del 6,8%. “Se continua di questo passo, la famiglia italiana spenderà oltre 400 euro all`anno in più per il 2008“ hanno previsto Adusbef e Federconsumatori.

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