Pane e pasta, rincari record
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fonte:
- La Provincia di Como
Lo sciopero non frena i prezzi La Bce conferma: in agosto i prodotti alimentari in Europa aumentati del 30%
ROMA Rinunciare al piatto di spaghetti per protestare contro l`impennata dei prezzi? Per gli italiani un vero “sacrificio“ visto che alla fine della prima giornata dello “sciopero della pasta“ calcolare l`adesione è difficile, anche secondo le organizzazioni dei consumatori avrebbe aderito il 67% degli italiani. Un dato certo arriva dalla Bce, la Banca centrale europea che conferma l`infiammata dei prezzi delle materie prime alimentari nei paesi dell`area euro, cereali in testa. Nel mese di agosto, sottolineano dall`Eurotower, tutto il settore ha registrato una crescita del 30% rispetto allo stesso mese del 2006, un dato confermato anche dal portavoce della commissaria all`agricoltura Mariann Fischer Boel che ha indicato un aumento del 50% dei prezzi dei cereali negli ultimi 12 mesi. Per affrontare l`emergenza materie prime, su sollecitazione del Governo italiano, la Commissione Ue è intervenuta ieri decidendo di aumentare le scorte di grano facendo mettere a coltura i terreni che fino ad oggi gli agricoltori erano obbligati a lasciare improduttivi. Da questa decisione si spera di recuperare 17 milioni di tonnellate di cereali per il prossimo anno. Con i dati europei sono arrivati anche quelli italiani sull`inflazione di agosto diffusi dall`Istat. Risultato: l`inflazione in generale resta all`1,6%, ma i prezzi per il capitolo alimentari e bevande salgono mediamente del 2,4% con punte di+4,2% per il pane, pasta e riso (+3%) e i picchi del prezzo della frutta (+6,1%) ormai diventati – come sottolinea la senatrice verde Loredana De Petris – “dei beni di lusso“ per molti cittadini. Una ragione in più perchè, sottolineato sia De Petris sia il senatore dell`Ulivo Willer Bordon, “il tema venga portato in aula al Senato nel corso del dibattito sul disegno di legge Bersani“. I dati dell`inflazione hanno infiammato le discussioni davanti ai banchi di Coldiretti e delle organizzazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che hanno manifestato e distribuito sacchetti con pane, latte e pasta davanti a Montecitorio e in piazza Verdi davanti alla sede dell`Antitrust, accolti con vera soddisfazione da casalinghe e quanti si trovavano a passare da quelle parti. Ricevuti da Antonio Catricalà i rappresentanti dei consumatori hanno avuto rassicurazioni sulla vigilanza dell`autorità garante della concorrenza e del mercato “sulle degenerazioni che si realizzano all`interno del mercato“. Una rassicurazione che arriva dopo l`impegno preso ieri dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani di impiegare la Guardia di Finanza in controlli “approfonditi e mirati“ contro le speculazioni. Un termine, quello di “speculazioni“ sgradito a Confcommercio che dopo aver bollato lo sciopero della pasta “una protesta senza senso“ invita a riflettere “sulla mancata crescita dei redditi reali disponibili delle famiglie“ a invita i consumatori a condividere iniziative per ridurre la pressione fiscale. Più sfumata la posizione di Confesercenti. L`organizzazione rappresentante degli esercizi commerciali difende la piccola distribuzione e punta il dito sulla Gdo che “dominando il mercato per il 70% è quella che a fa il prezzo“. Una voce rilevante nel dibattito arriva dagli agricoltori che denunciano da sempre una forbice speculativa fra i prezzi alla produzione e quelli al consumo. Coldiretti ancora una volta denuncia “lo scandalo della moltiplicazione dei prezzi“ dalle materie prime ai prodotti finiti: ad esempio dal grano al pane il prezzo sale di 12 volte, dal grano ai dolci di 70 volte, dal latte di stalla a quello del banco di 4 volte.
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