5 Gennaio 2008

Pane e pasta alle stelle, il carovita è a tavola

Pane e pasta alle stelle, il carovita è a tavola
Farina come il petrolio: il prezzo degli alimentari aumenta agli stessi ritmi dei carburanti

ROMA. La farina come il petrolio. Gli alimentari inseguono ad un passo i carburanti nella gara a far peggio sul fronte dell`aumento dei prezzi al consumo: da dicembre 2006 a dicembre 2007 il costo del pane è lievitato del 12,3%, non tanto meno del gasolio (+15,4%) spinto dal prezzo record del barile di greggio. Nelle rilevazioni Istat su base annuale, rispetto a dicembre 2006, il capitolo “prodotti alimentari e bevande analcoliche“ (+4,1%) è secondo solo al settore dei trasporti (+4,8%), e con un netto distacco dal terzo in classifica, “mobili, articoli e servizi per la casa“ (+2.9%). Nel solo mese di dicembre il settore segna un aumento dei prezzi dello 0,5%. Si conferma così una impennata dei prezzi che nei primi nove mesi del 2007 ha già portato, come emerge da una indagine di Coldiretti, a far cambiare menù sulla tavola di tre italiani su quattro: meno pane (-7%), meno pasta di semola (-4,3%), meno carne (-4% bovina, -4,6% suina), meno vino (-8,4%), meno olio di semi (-5,9%), meno frutta e verdura (-2,6%). Si consuma più carne di pollo (6,2%), uova (5,3%) e olio di oliva extravergine (+1,8%). Gli esperti dell`Istat, comunicando i dati preliminari sull`inflazione a dicembre, per gli alimentari hanno indicato aumenti su base annua che confermano l`allarme: aumenti record per il pane (+12,3), ma anche per il prezzo del latte che rispetto a dicembre 2006 risulta aumentato del 7,6%. Il costo della carne è aumentato in media del 3,5%, con un picco del +7,3% per il pollame. Il paniere di “pane e cereali“ segna un aumento dei prezzi del 7,5%, “latte, formaggi e uova“ del 5,7%. Dodici mesi dopo la frutta costa il 4,8% in più. Le associazioni di consumatori, che temono dati sottostimati rispetto alla reale perdita di potere di acquisto dei salari, confermano la preoccupazione e rilanciano gli inviti al governo perchè intervenga. Codacons, che parla di un rischio di raddoppio a 5 milioni delle famiglie povere, sollecita uno “stato di emergenza prezzi“, e sul fronte del caro-alimentari “suggerisce“ al governo di intervenire così: “Tagliare la filiera produttiva nel settore ortofrutticolo; individuare il “prezzo anomalo“, ossia il ricarico dall`origine al dettaglio oltre il quale gli intermediari incorrono in un vero e proprio reato; disporre controlli a tappeto nei negozi e nei mercati“. E con i prezzi che salgono i consumi diminuiscono: secondo i dati della Cia nel settore agrolimentare la flessione è stata tra l`1,5 ed il 2% negli ultimi tre mesi. In calo gli acquisti di pasta (-5,5%), pane (-6,5%) frutta (-3,9%), ortaggi (-2,3%), lattiero-caseari (-0,9%). Ed anche a Natale gli italiani hanno speso di più per poi portare meno cose in tavola: +6,5% la spesa, -4% i consumi.

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