27 Marzo 2008

“Pane condiviso” spacca i panificatori

Ieri durante l’incontro con i rappresentanti dei consumatori non è stato trovato l’accordo per vendere il "comune" di qualità a 2,70 euro al chilo Il presidente regionale della categoria: «Denunceremo Sabbadin, ha usato il nostro logo senza permesso»

I panificatori padovani non promuovono la proposta-progetto "Pane condiviso", ovvero l’accordo per la vendita di un chilogrammo di pane comune di qualità al prezzo di 2,70 euro. Lo ha fatto capire la grande maggioranza dei panificatori che ieri – presenti oltre una sessantina – hanno avuto un faccia a faccia alla Mg Tower di corso Stati Uniti con Gino Federico Sabadin (Consorzio panificatori), Fulvio Cavallari (Adusbef) e Chiara Crivellari (Codacons) che a inizio mese avevano reso noto il progetto. Insomma, una adesione ridotta rispetto alle speranze dei promotori e motivata in primis dai costi della filiera.
Brutte notizie per Sabbadin anche da Luca Vecchiato, presidente regionale della Federpanificatori, che era presente all’incontro. «Oggi (ieri, ndr) la giunta esecutiva di Federpanificatori Veneto – dice Vecchiato – ha deliberato all’unanimità la denuncia di Sabbadin alla procura della Repubblica per falsificazione di atti d’ufficio. Ha presentato con logo della federpanificatori, non essendo autorizzato, un apparentamento per un’associazione, la Federpanificatori Padova, inesistente. La giunta ha promosso automaticamente un’azione all’antitrust contro questo cartello sul prezzo di 2,70 euro che è più alto di 50 centesimi rispetto al prezzo già praticato».
Questa la replica di Sabbadin: «Un’accusa assurda e infondata". Quanto alla proposta "Pane condiviso", Sabbadin aggiunge: "Noi andremo comunque avanti anche se hanno aderito solo una quarantina di panificatori sui 250 panifici presenti nel padovano. Speriamo di convincerne qualcun altro perchè questa iniziativa pilota torna a vantaggio del consumatore e lo sarà anche per i panificatori».
"Pane condiviso" ha avuto l’appoggio di Elio Lannutti, presidente nazionale Adusbef: «Lo ritengo un buon accordo ed è auspicabile che venga esteso non solo a livello di panificatori, ma anche su altre filiere. Gli speculatori vanno evitati attraverso accordi di filiera».
Sempre ieri i panificatori dell’Unione Artigiani hanno ribadito con un comunicato la loro posizione. Non accettano di essere messi in cattiva luce come colpevoli di avere alzato il costo del pane. «Si continua da più parti – dichiara Massimo Manzolaro, delegato dei panificatori Upa – a ripetere che l’aumento del costo del pane è tutta colpa dei panificatori, che siamo a noi a speculare e che in questo modo colpiamo i consumatori. E’ una tesi falsa e ipocrita. Noi abbiamo realizzato un’indagine per chiarire una volta per tutte come stanno le cose».
Ebbene, l’indagine è stata attivata nei giorni scorsi sul nostro territorio. "Sono stati contattati oltre quaranta panificatori – si legge nel comunicato – almeno due per ogni mandamento, campione che rappresenta oltre un terzo degli iscritti Upa. A ciascuno è stato chiesto il prezzo al chilo del pane comune e la percentuale di vendita. E’ emerso che la media del prezzo al chilo è di 2,76 euro. C’è chi lo vende anche a 3,5 euro e chi a 2,3 euro, ma quasi venti panificatori lo vendono anche sotto i 2,60 euro. In molti casi sono limitate le richieste da parte del consumatore di pane comune, a cui si preferisce il pane speciale soprattutto a Padova e in zone turistiche. Mentre in alcuni paesi della provincia (Bagnoli, Megliadino, Due Carrare) le richieste di pane comune salgono oltre il 60 percento. Il consumatore può trovare il pane comune a un prezzo inferiore ai 2,70 euro in molti panifici del territorio, basta cercarlo. Rispetto alla stessa indagine del 2003 il pane ha avuto un aumento (15,7 percento) che dimostra che non si è nemmeno arrivati all’adeguamento degli aumenti delle tariffe energetiche, del costo delle materie prime (farina), dei salari, del fisco".

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