“Pane condiviso”: ma qual è la vera casta?
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fonte:
- Il Gazzettino
La replica dei promotori dei ribassi alle categorie "Pane condiviso": ma qual è la vera casta? Riceviamo e pubblichiamo.Ascom, Federpanificatori di Padova e Unione dei Panificatori Regionale sono le associazioni che più massacrano il progetto "pane condiviso", le minacce di denuncie e esposti, le (dis)informazioni snocciolate dai loro dirigenti, con l’unico scopo di denigrare l’iniziativa "pane condiviso", e la presunta denuncia all’antitrust, possono avere solo queste 5 giustificazioni:1. hanno paura dell’indipendenza del consorzio dei fornai padovani, che stanno agendo sia per salvaguardare la loro attività dalla concorrenza della grande distribuzione, sia dal calo drastico e continuo dei clienti;2. l’autonomia di questi panificatori mina la supremazia e sottolinea il fallimento di quelle associazioni storiche, che non sono riuscite in questi ultimi 10 anni a fermare l’emorragia del settore ,che ha visto chiudere il 40\% dei panifici del territorio e la diminuzione drastica della vendita del pane artigianale;3. temono il rischio che iniziative di questo tipo attraggano altre categorie presenti in Ascom. Questa associazione ha paura di perdere l’effettivo controllo dei suoi aderenti, ma soprattutto, tutti gli interessi di potere che la casta gestisce;4. hanno estremo bisogno d’essere considerate le sole leader incontrastate dei panificatori per poter avere ancora un posto in camera di commercio, infatti solo Zilio e Vecchiato ( vedi la stampa locale) corrono per arraffare un posto al sole e certo non Sabbadin;5. il 20 marzo, in una riunione dell’unione panificatori, dopo aver cassato l’iniziativa "Pane condiviso", hanno anche "deciso di chiedere la collaborazione della Regione per procedere, insieme, a una analisi che consenta di alleggerire la pressione dei costi che gravano sull’attività del comparto. In questa stessa prospettiva di collaborazione, e con il concorso dei mugnai veneti, è prevista anche l’attivazione di un progetto per la produzione di un pane di filiera, da immettere sul mercato a prezzi più competitivi di quelli attuali "(vedi allegato tratto dal loro sito).Beh, è quello che abbiamo fatto noi gratis, 3 mesi fa, senza però mungere mamma Regione per "collaborare" finanziando, con i soldi dei cittadini, lo studio della filiera ed il progetto per contenere il prezzo del pane L’idea, allora, è buona, se la casta la vuole copiare! Eppure quelli dell’Ascom, della Federpanificatori di Padova, e dell’Unione dei Panificatori Regionale invece di aderire al progetto "pane condiviso, senza sperperare denaro pubblico, continuano a gettarci fango addosso. Insomma, questi panificatori, in un’unica corporazione, stanno cercando di bloccare, con ogni mezzo, qualsiasi iniziativa esterna al loro trust, per vietare la diminuzione del costo del pane. Quelli dell’Ascom, della Federpanificatori di Padova e dell’Unione dei Panificatori Regionale, per giorni e giorni, hanno attuato una sistematica pressione a mezzo stampa sulle persone e di conseguenza sulle associazioni che le rappresentano. Per settimane hanno intimorito tutti coloro che volevano aderire al progetto, ledendo la loro libertà nel vendere il pane ad un prezzo uguale o inferiore ai 2,70 euro e cercando di bloccare la realizzazione del progetto.I massimi rappresentanti della casta sembra che abbiano depositato una denuncia all’antitrust nei nostri confronti per aver fatto cartello, liberi di farlo. Per quanto ci riguarda abbiamo inviato, a suo tempo, progetti, loghi e una rassegna stampa per informare sia il responsabile del settore agroalimentare dell’antitrust, sia il garante dei prezzi dell’iniziativa intrapresa. Hanno denunciato anche che il "pane condiviso" alle 10 del mattino è finito e che se ne produce troppo poco. Essendo l’iniziativa appena partita è evidente che bisogna aggiustare il tiro della produzione e che nelle ceste ci sarà più "pane condiviso". Secondo quelli della Ascom di Padova vendere il pane a basso prezzo è una bufala perché, da anni, nessuno lo richiede più( affermazione mezzo stampa). A quanto pare, i fatti da loro appurati , dimostrano proprio il contrario! Se alle 10 .00 come da loro testimoniato, il "pane condiviso" è già finito, significa che il "pane condiviso" va a ruba e, quindi, l’iniziativa riscontra il pieno appoggio dei consumatori. Adusbef, Codacons, Consorzio Panificatori padovani.
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