3 Maggio 2006

Pane, carne e frutta: si compra solo con lo sconto

Pane, carne e frutta: si compra solo con lo sconto


Consumi double-face: cinghia tirata sugli alimentari ma ci si indebita per la tv al plasma





I segnali della ripresa ci sono ma non mancano anche quelli che accentuano le contraddizioni della spesa degli umbri. Da un lato si risparmia per comprare pane, latte, carne, frutta e ortaggi, dall?altra le famiglie non esitano ad indebitarsi pur di accaparrarsi, complici gli imminenti mondiali di calcio, il tv al plasma di ultima generazione o il lettore mp3.
Il confine tra indispensabile e secondario esce quindi sfumato, la prova che qualcosa dentro le dinamiche dei consumi familiari si sta muovendo. Lo ha anticipato l?Istat spiegando come anche in Umbria nei primi tre mesi dell?anno si sia assistito alla ripresa delle vendite al dettaglio (+1,4%) con una variazione mensile dello 0,2%, trainati dagli affari di ipermercati e hard discount. Ora è lo studio Prometeia sui consumi delle famiglie a parlare di ripresa generale degli acquisti che a fine 2006 si tradurrà in uno spostamento in avanti dello 0,6%. Un dato apparentemente modesto ma da non sottovalutare se confrontato con quanto accaduto in passato.

Di sicuro sta cambiando la mappa dei consumi e anche in una regione piccola come l?Umbria, le scelte generali variano da territorio a territorio, con le aree dei grandi comuni soprattutto dove la crisi sembra quasi superata. Anche se l?importo più alto della spesa mensile se ne va per la voce ?abitazione? (per affitti, energia, rifiuti, manutenzioni in fumo circa 630 euro) si fanno più vivaci capitoli di spesa assopiti in passato. L?indagine parla di vacanze organizzate (+1,4%) ma anche di benessere personale, con la spesa per cosmetici e sedute presso istituti di bellezza (fino al 2005 in picchiata) pronta a risalire (+0,2%). Ma a trainare i consumi è sempre il reparto hi tech, con tv al plasma (+22,5%), registratori digitali video e audio, al top, insieme a cellulari e materiale fotografico (+4,5%).
E mentre le grandi catene di distribuzione annunciano investimenti per tagliare prezzi ed aumentare promozioni, nel reparto alimentare i consumatori continuano a tirare la cinghia, aspettando le offerte e, in certi casi, riducendo i consumi. In questo senso, hanno funzionato anche le campagne anti-spreco delle associazioni dei consumatori per sensibilizzare le massaie sugli acquisti necessari. «In certi casi si compra meno perché sono diminuiti gli sprechi», dicono gli esperti di settore. Di diverso avviso il Codacons, secondo cui l?allungo degli hard discount (che consentono tagli agli scontrini fino all?80%) in tema di spesa quotidiana, è «un segnale negativo, da attribuire al ridotto potere d?acquisto delle famiglie ed al costante aumento dei prezzi».
Tra sconti e cartellini. Considerando la spesa per prodotti alimentari, la quota maggiore, il 22%, viene destinata alla ?carne?; a distanza, a quota 17,5%, sia ?pane e cereali? che ?frutta e verdura?. Analizzando il comportamento dei consumatori nei supermercati, emerge che il vecchio ?prendi tre, paghi due? è entrato in crisi con i clienti più orientati verso gli acquisti che propongono sconti netti su singoli prodotti, per evitare di appesantire carrello e portafoglio con doppi o tripli pacchi di pasta, latte a lunga conservazione, caffè o detersivi.
Capitolo surgelati. Nel 2005, secondo il rapporto ?Club consumo? il settore ha chiuso con un aumento dei consumi del 4,3% e con prezzi in discesa dello 0,5%. Secondo i dati dell?Istituto italiano alimenti surgelati, i prodotti che dimostrano maggiore dinamicità e gradimento sono: zuppe e minestroni vegetali, patate ?elaborate?, pizze e snack salati e, tra i prodotti ittici, il pesce panato o pastellato. La crescita del comparto è legata a campagne promozionali pressanti ma anche all?innovazione operata su materie prime, ingredienti, confezioni e servizi. Negli ultimi 5 anni il peso delle vendite a domicilio è cresciuto specie in una regione come l?Umbria, dove le distanze tra centri abitati e grandi punti vendita non è sempre ottimale.
Continua ad essere grigio, invece, l?orizzonte di abbigliamento e calzature i cui acquisti, nell?ultima indagine Istat sulla spesa delle famiglie, in Umbria erano dati in discesa del 7%. L?analisi dei ricercatori di mercato rivela che oggi si compra più per bambini e ragazzi che per uomo o donna, e che a trainare il settore sono soprattutto capi casual e per il tempo libero (footing e fitness).

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