14 Agosto 2020

Pandemia, avviso di garanzia per Conte e sei ministri

le accuse derivano da oltre 200 esposti arrivati alla procura di roma
ROMA – Delitto di epidemia, pena in concorso, delitti colposi contro la salute pubblica, omicidio colposo, abuso d’ ufficio, attentato contro la costituzione dello Stato, delitti contro i diritti politici. Sono i reati di cui si parla nell’ avviso di garanzia definito da palazzo Chigi “un atto dovuto” e ricevuto dal premier, Giuseppe Conte, e da sei ministri del governo, Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza. Le accuse arrivano da oltre duecento esposti e denunce raccolti dalla procura di Roma che li ha inviati, giudicandoli privi di fondamento e dunque da archiviare, al tribunale dei ministri. «Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale», è il commento che il premier affida a caldo alla sua pagina Face book. Dove ribadisce la disponibilità sua e dei ministri «a fornire alla magistratura qualsiasi forma di collaborazione che ci verrà richiesta». A puntare il dito contro il governo sono stati semplici cittadini, associazioni come Codacons, personaggio pubblici come Carlo Taormina. Un universo variegato che accusa l’ esecutivo sostanzialmente di due cose: aver fatto troppo poco per contenere il virus, e si taccia di delitto di epidemia, delitti colposi contro la salute pubblica, omicidio colposo; o aver fatto ‘troppo’, approfittando della situazione per macchiarsi di attentato contro la costituzione dello Stato e delitti contro i diritti politici. Agosto a palazzo Chigi non è mai un mese facile, Conte l’ ha imparato fin troppo bene: l’ avviso di garanzia piomba sul Ferragosto del governo già inquietato dal la vicenda Inps ma non preoccupa più di tanto il premier avvocato, che affida ai social la sua arringa difensiva e ripete come già fatto tante volte di essersi affiancato di scienziati ed esperti per le valutazioni scientifiche, assumendosi però «la responsabilità, in primis ‘politica’, delle decisioni adottate». Decisioni che assicura sono state «molto impegnative, a volte sofferte, assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione». Del resto la stessa Procura «dopo aver valutato una ad una le relative denunce, le ha giudicate ‘infondate e dunque da archiviare’ e ha trasmesso il fascicolo al Col legio dei magistrati competenti per i reati ministeriali, accompagnando la trasmissione con la richiesta di archiviazione». Il capo politico pentastellato Vito Crimi ribadisce «con convinzione, a nome personale e del Movimento 5 Stelle, la piena fiducia nei confronti del presidente del Consiglio Conte e dei ministri di questo governo» mentre il segretario dem Nicola Zingaretti ribadisce «fiducia nel corso degli eventi» e orgoglio «perla gestione della crisi e le scelte coraggiose fatte». E aggiunge: «Chi strumentalizza si conferma giustizialista con gli avversari e garanti sta con se stesso: no comment». Le opposizioni infatti approfittano della situazione per puntare il dito: «Vediamo ora la coerenza dei grillini che hanno sempre invocato le dimissioni immediate per qualsiasi politico ricevesse anche solo un semplice avviso di garanzia», è la sfida di Giorgia Meloni. Mentre Salvini, aun anno dalla fine del governo gialloverde, non ha remore a chiedere l’ arresto del premier: «Il tempo dirà chi non ha chiuso dove doveva. Questi hanno sulla coscienza i morti della Lombardia e gli affamati nel resto d’ Italia».

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