16 Luglio 2014

Palo sul treno, tragedia sfiorata sul metrò Paura fra i viaggiatori: «Il botto, poi il buio»

Palo sul treno, tragedia sfiorata sul metrò Paura fra i viaggiatori: «Il botto, poi il buio»

Mezzo metro più indietro e il palo si sarebbe infilato nel primo vagone del treno numero 7 affollato di passeggeri. «E sarebbe stata una tragedia», racconta chi ieri mattina, poco prima delle 8.30, si trovava a bordo del convoglio in arrivo alla stazione di piazzale Flaminio della metro A. La sagoma del siluro d’ acciaio lungo cinque metri, caduto all’ improvviso sui binari dal foro scavato dalla trivella di alcuni operai che lavoravano nel cantiere per la costruzione del nuovo capolinea della Roma-Viterbo, è ancora stampata sulla motrice del treno, poi sequestrato, condotto da un macchinista di 64 anni, Claudio Cicala, spaventato e mandato subito a casa dalla dirigenza dell’ Atac: la carrozzeria è profondamente ammaccata, il parabrezza schiacciato, sul punto di esplodere. «Me lo sono ritrovato davanti all’ improvviso, non ci volevo credere, pensavo fosse un pezzo di linea aerea caduta o un tubo delle fogne…», ha spiegato Cicala, miracolosamente illeso dopo l’ impatto con l’ ostacolo che, se fosse piombato in cabina, lo avrebbe probabilmente ucciso. Per lui una questione di centimetri. «Ho frenato e il palo è finito di lato, sulla destra – ha proseguito il sessantenne, ex conducente di tram e ora vicino alla pensione -, uscivo da una curva cieca: non potevo evitarlo. Ho usato il freno d’ emergenza, con la parte bassa della motrice l’ ho preso in pieno, si è impennato, ha sfondato il parabrezza e è finito oltre i vagoni». Coraggioso anche l’ intervento di un addetto alle pulizie e di due vigilantes che hanno fatto allontanare i passeggeri. Un incidente finora senza precedenti, almeno nella lunga serie di problematiche che affliggono da anni le linee della metropolitana romana – fra guasti, allagamenti e perfino il sospetto di sabotaggi -, sul quale ora indaga la procura (senza ipotesi di reato e senza indagati, per il momento): ieri pomeriggio i carabinieri del comando provinciale hanno svolto un sopralluogo con la sezione Rilievi per verificare lo stato dei luoghi. Gli investigatori dell’ Arma hanno scattato fotografie, ascoltato i lavoratori, «congelato» una parte della stazione: dovranno accertare se la caduta del palo, come sembra, sia stata provocata da errori nella trivellazione e nella posa del tubo. Anche l’ Atac ha avviato un’ indagine interna e presto consegnerà una relazione a piazzale Clodio, mentre i vigili del fuoco controlleranno fino a questa mattina la stabilità della volta della fermata, chiusa al traffico da ieri insieme con il tratto Termini-Battistini della linea A (quello opposto fino ad Anagnina è stato invece rimesso in funzione nella tarda mattinata). L’ Atac ha ricostruito così l’ accaduto: «L’ evento si è verificato – spiegano dall’ azienda – a causa dell’ interferenza di lavori in corso di micro-palificazione curati dall’ appaltatore Ferrovit Scarl. I lavori hanno provocato un piccolo cedimento strutturale della volta della galleria causato da un’ armatura funzionale ai micropali di fondazione, uno dei quali ha invaso la sede ferroviaria ostacolando il passaggio del treno». Scusandosi per i disagi l’ Atac ha anche confermato che «il deflusso dei passeggeri dal treno e dalla stazione è avvenuto in totale sicurezza». Ma lo spavento è stato tanto, e non solo per il macchinista. «Abbiamo sentito due frenate, una dietro l’ altra, poi si sono spente le luci», racconta un passeggero. Altri hanno parlato «di un forte boato», di «odore di bruciato nei vagoni». Il macchinista, secondo alcuni colleghi, avrebbe mantenuto il sangue freddo e avrebbe consentito ai passeggeri di scendere per raggiungere la banchina. Qualcuno si sarebbe incamminato per pochi metri sui binari. «Per motivi di sicurezza – sottolineano ancora dall’ Atac – è stato necessario disattivare la corrente elettrica su tutta la linea ma, ripetiamo, non ci sono stati problemi di sicurezza». Le ripercussioni sul traffico in superficie si sono sentite immediatamente e fino al tardo pomeriggio con gran parte di Roma nord paralizzata (Olimpica, corso Francia, via Flaminia). Nonostante le oltre 35 navette messe a disposizione per coprire il servizio della linea A lungo il suo percorso, moltissimi utenti – e fra loro centinaia di turisti – sono stati costretti a lunghe attese alle fermate dei bus. Altri sono stati respinti ai cancelli delle stazioni chiuse. Il Codacons sottolinea come l’ incidente nella metropolitana «ha gettato la città nel caos, producendo un enorme danno alla collettività e alla Capitale. Abbiamo presentato un esposto in procura contro l’ Atac per interruzione di pubblico servizio», spiega il presidente Carlo Rienzi, che stima «il danno prodotto alla città nel settore pubblico e privato in almeno 50 milioni di euro: migliaia di cittadini non hanno potuto raggiungere i luoghi di lavoro e sono stati costretti a prendere permessi o un giorno di ferie. Le navette sostitutive erano insufficienti e colme all’ inverosimile, mentre i bus di linea saltavano le fermate, avendo superato la capienza massima a bordo». Rinaldo Frignani.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this