2 Luglio 2011

Palio, muore il cavallo Messi

Palio, muore il cavallo Messi

 

 

SIENA. Questa sera tra i canapi in Piazza del Campo, in attesa della «mossa», ci saranno solo nove cavalli. «Messi»: il castrone baio di sei anni con il nome del campione del Barcellona, toccato in sorte alla contrada della Chiocciola, è morto ieri mattina, durante una delle prove, dopo il tremendo urto contro lo steccato della curva di San Martino. Una traiettoria sbagliata e letale per il cavallo nella curva più difficile del tracciato di tufo sul quale si corre il Palio di Siena. Inutili i soccorsi e le cure alla clinica veterinaria del Ceppo dove è stato subito trasportato e dove è morto poco dopo. Inutili anche a frenare le polemiche che si sono subito riaccese, dopo anni di relativa calma nelle contestazioni alla carriera senese. La più netta è stata quella del ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, animalista convinta. «Credo – ha detto – che sia giunto il momento di sottoporre a un esame rigoroso il Palio di Siena e altre competizioni in cui creature viventi vengono sfruttate e rischiano la vita per il solo divertimento dell’ uomo». Poi l’ affondo: «Il Palio di Siena, visto quello che accade ripetutamente, non può più considerarsi intoccabile». E se a Siena c’ è da giurare in una difesa assolutamente bipartisan della festa, con uomini, donne e contrade gelosissime della tradizione, sul piano più generale lo scontro diventa politico, con il sindaco «rottamatore» Pd Matteo Renzi che, in barba alla storica rivalità tra Firenze e Siena, difende il Palio e dice che non ci sono altre città in cui i cavalli vengano così amati. Il Codacons ha annunciato una denuncia alla procura della Repubblica, mentre gruppi animalisti «storici», come la Lav, chiedono che la carriera di stasera sia sospesa per lutto. In realtà, il Palio dedicato alla Madonna di Provenzano ha seriamente rischiato di non essere corso, ma per tutt’ altro motivo. L’ acquazzone caduto ieri su Siena ha fatto temere che il tufo della piazza fosse talmente bagnato da rischiare di non asciugarsi in tempo per oggi al tramonto. In tal caso la corsa avrebbe dovuto essere rinviata. L’ ipotesi, dopo verifiche e riunioni, è poi tramontata e stasera il Palio ci sarà regolarmente, anche se la «prova generale» prevista per ieri sera è saltata dopo le bombe d’ acqua di un pomeriggio di lutto nella contrada della Chiocciola, con scene di disperazione e lacrime pubbliche di contradaioli di tutte le età. Oggi la contrada sfilerà nel corteo storico che precede il Palio con le bandiere abbrunate e un suono cupo di tamburo: la decisione è stata presa in una mesta assemblea. Si piange per «Messi» e si piange per un’ attesa andata perduta. Stasera, anche senza il cavallo con i colori della Chiocciola, le altre nove contrade saranno puntuali alla «mossa». Su questo il regolamento, la «legge» del Palio, è chiarissimo: il cavallo toccato in sorte ad una contrada non si cambia, neanche in questo caso. Diverso per i fantini, che possono cambiare i colori della loro casacca anche poche ore prima di quei tre minuti che infiammano la conchiglia di Piazza del Campo. Ma loro sono uomini. Non cavalli.

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