3 Luglio 2011

Palio, l’ ira degli animalisti: “Basta ai massacri di cavalli”

Palio, l’ ira degli animalisti: «Basta ai massacri di cavalli»
 

BASTA con le corse dei cavalli. Dopo la sciagura avvenuta durante le prove del Palio di Siena due giorni fa, dove è morto un cavallo ed è rimasto ferito seriamente il fantino, insorgono le associazioni animaliste ferraresi. «Tiffany, Estrada, Messi, – si legge da una nota inviata da A coda alta , Associazione portuense per la tutela degli animali , Avedev , Enpa , Gata , Lav , Lega Animalista di Copparo , Lega nazionale per la difesa del cane , Lipu e Oipa – sono i tre cavalli morti negli ultimi due mesi durante le gare di giostre o palii, rispettivamente a Ronciglione, Foligno e Siena. Che vanno ad aggiungersi a moltissimi cavalli, ma anche a tanti altri animali, che in questi anni hanno perso la vita per offrire alla specie umana divertimento od essere portatori di altri interessi. Basta! E’ arrivato il momento di chiedere al sottosegretario alla Salute – che nel 2009 si è sforzata di dettare alcune norme a maggior tutela dei cavalli che corrono nelle rievocazioni storiche – di vietare queste anacronistiche gare, pagate con un prezzo insostenibile dalla vita stessa degli animali, che una nazione civile non può e non deve più tollerare». QUELLE norme, chiosano le associazioni ferrarese, «si sono dimostrate insufficienti, perché fondamentalmente i circuiti (conformazione della pista, e non solo il fondo) dove si svolgono le gare sono inidonei e, quindi, rappresentano la vera fonte di pericolosità per gli animali». Inevitabile il ricordo al drammatico Palio del 2006 nella nostra città. «Basti pensare a Piazza Ariostea, – proseguono le associazioni – già giudicata da un qualificato tecnico-professionista non idonea e pericolosa, ma su cui sia l’ Ente Palio che il Comune di Ferrara si ostinano a continuare a far correre i cavalli». «L’ ULTIMO incidente di venerdì a Siena, alla curva di S. Martino, conferma ancora una volta che quel circuito è pericolosissimo: sono stati 48 i cavalli che, nella storia di quel Palio, ci hanno rimesso la vita. E da ieri sono 49». Gli organizzatori ed i contradaioli «si prodigano a dire che nessuno come loro ama e cura i propri cavalli: si, amore e cure propedeutiche soprattutto alla vittoria nella gara, e non certo subordinate ai gravi rischi a cui comunque li sottopongono». Amare e rispettare gli animali, sottolineano ancora, vuol dire «evitare a loro qualsiasi tipo di rischio». Già i cavalli si fanno male nelle piste degli ippodromi, «ma farli correre su circuiti inidonei, piazze o strade che siano, equivale a giocare volutamente al massacro». E’ QUESTO, si domandando le associazioni animaliste, che vogliono i cittadini ferraresi e italiani? «No, crediamo proprio che la maggioranza di loro non voglia più far correre agli animali questi inutili rischi e che sia arrivato da tempo il momento di avere un rispetto vero della loro vita». Tante sono oggi le prese di posizione e di condanna: dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, al ministro del Turismo e al Codacons, che «ha annunciato la presentazione di un esposto alla magistratura, chiedendo alle autorità competenti di vietare palii e gare che utilizzano animali». IL GOVERNO, conclude la nota, «ha una occasione ravvicinata, per l’ imminente scadenza dell’ ordinanza Martini (prevista per il prossimo 7 settembre): può decidere di vietare l’ utilizzo degli animali nei palii e nelle manifestazioni storiche, senza ricorrere ad ulteriori vincoli o inaffidabili misure di tutela che, come le esperienze hanno finora dimostrato, non consentono di garantire agli animali l’ indispensabile sicurezza e incolumità su circuiti non progettati per farli correre». Altrimenti, «i massacri purtroppo continueranno».

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