15 Maggio 2020

Palestre chiuse, “rimborsi per 1,9 miliardi”

 

Se le palestre riapriranno il 25 maggio, il valore complessivo dei rimborsi spettanti agli utenti che hanno sottoscritto abbonamenti in tali strutture ammonta in Italia a quasi 1,9 miliardi di euro. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato oggi i calcoli relativi agli indennizzi spettanti ai cittadini in virtù della chiusura degli impianti a causa dell’emergenza coronavirus. Tutte le opzioni facoltative offerte dalla palestre, dai corsi on line all’allungamento dell’abbonamento, ”possono essere scelte dal consumatore come forma di indennizzo, ma non escludono la possibilità degli utenti di chiedere e ottenere rimborsi in denaro”, spiega il presidente Carlo Rienzi.

L’attività di palestre, piscine e centri sportivi di tutta Italia, ricorda il Codacons, è stata sospesa per effetto del dpcm del governo, firmato dal premier, Giuseppe Conte, lo scorso 9 marzo, ricorda l’associazione. Questo ha comportato, nell’ipotesi in cui le strutture potranno riaprire il prossimo 25 maggio, 76 giorni complessivi di chiusura degli impianti, e il diritto degli utenti al rimborso parziale degli abbonamenti (secondo quanto previsto dal codice civile).

Considerato che in Italia il costo medio di un abbonamento annuale in palestra è pari a 450 euro, ogni singolo iscritto ha diritto in media a 94 euro di rimborso, per un valore complessivo di 1,88 miliardi di euro, dal momento che sono circa 20 milioni gli italiani che frequentano le palestre. Il Codacons offre assistenza ai cittadini che intendano chiedere un rimborso per i giorni di chiusura delle palestre, ma anche ai gestori degli impianti che sono stati ”pesantemente danneggiati dall’emergenza” e devono essere ”sostenuti e aiutati dal Governo”, conclude.

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