1 Febbraio 2011

Palazzo Marino: i morti sono in calo Il Codacons chiede più autovelox

«L’ intenso traffico veicolare determina il maggior numero in Italia di omicidi colposi derivanti da incidenti stradali (103 nel 2008)». Così si legge dalla relazione del Presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, in occasione della inaugurazione dell’ anno giudiziario 2011. Le strade milanesi, dunque, sono pericolose, in particolare per pedoni, ciclisti e motociclisti. Per l’ imprudenza dei guidatori e perché non si fa mai abbastanza per renderle più sicure. Basta ricordare la battaglia lunga anni dei residenti di via Mecenate. L’ ultimo morto, un pedone di 87 anni, travolto da un mini-pullman all’ angolo con via Fantoli, risale a maggio. Da anni i residenti chiedono semafori, dossi e quanto necessario per frenare la velocità delle auto e il Comune aveva risposto installando solo segnali luminosi e indicatori di velocità. Dopo l’ ultimo investimento ha attivato un nuovo semaforo tra le vie Mecenate e Maderna, ma in previsione ci sono altri interventi sulla base di uno studio tecnico che l’ amministrazione sta realizzando. Intanto, protestano i residenti di via Canova: l’ incrocio con via Mario Pagano è pericoloso, tuttavia raccontano, «nessuno interviene e le numerose segnalazioni sembrano cadere nel vuoto». Qui il 14 maggio scorso è morto un motociclista di 30 anni travolto da un bus. Protestano da anni i residenti di viale Fulvio Testi perché gli attraversamenti pedonali sono insicuri. Protestano i ciclisti e i motociclisti per quei 20 chilometri di binari di tram dismessi. Un esempio per tutti di strada pericolosa è via Palestro: pavé sconnesso e binari abbandonati. E ancora, protestano i residenti di via Fermi, supportati dal Codacons: è una strada killer, perché gli incidenti qui, per l’ alta velocità, sono spesso mortali eppure non sono mai stati installatigli autovelox promessi. Il Comune deve fare di più anche se non va dimenticato che il 93% dei sinistri avviene per comportamenti scorretti del guidatore e 7 su 100 sono causati da ubriachi. Evidentemente, quindi, il salasso di multe voluto da Palazzo Marino – circa 2 milioni di sanzioni per 135 milioni di euro – non fa da deterrente.
 

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