10 Novembre 2007

Palazzo Chigi giudica “inaccettabile“ la protesta annunciata dai farmacisti

PROTESTA FARMACISTI Palazzo Chigi: “Inaccettabile“

PROTESTA FARMACISTI Palazzo Chigi: “Inaccettabile“ Palazzo Chigi giudica “inaccettabile“ la protesta annunciata dai farmacisti, intenzionati, dal 19 novembre, a far pagare tutti i medicinali in convenzione. Così fonti di Palazzo Chigi commentano la protesta proclamata contro la misura del terzo “pacchetto Bersani“ che liberalizza la vendita dei farmaci di fasciaC (con ricetta ma non rimborsabili). Per il ministro della Salute Livia Turco ( nella foto) in questo modo si compromette il dialogo. “Far pagare al cittadino le medicine erogate dal Ssn per rappresaglia contro un emendamento, non presentato dal Governo, e ancora all`esamedel Parlamento? osserva il ministro in una lettera aperta ai farmacisti ? ha tutte le caratteristiche di una mera rivolta di stampo corporativo“. “Abbiamo lavorato insieme in questi mesi ? prosegue nella lettera il ministro ? per disegnare la farmacia del futuro, ancor più integrata nel sistema sanitario nazionale, con più servizi e più opportunità di assistenza per la popolazione. Se penso a quella farmacia e a quei farmacisti non riesco a ritrovarvi i toni e le reazioni irresponsabili che avete minacciato di assumere, tra l`altro proprio nel momento in cui stiamo lavorando al fine di correggere quell`emendamento che, io per prima, ho sempre ritenuto profondamente errato“. Per questi motivi il ministro invita i farmacisti a riconsiderare la protesta. Il Codacons intanto ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di accertare se esistano profili penalmente rilevanti sulla protesta indetta da Federfarma approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2005/81 che introduce l`obbligo di contabilità separata per tutte le imprese che beneficiano di diritti specialio esclusivi, e quelle che sono incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale e ricevono compensazioni di servizio pubblico “in qualsiasi forma“. La Commissione Ue aveva inviato all`Italia una lettera di messa in mora per la mancata trasposizione. La norma serve a individuare i costi imputabili ai servizi di interesse economico generalee verificare, così, se gli aiuti pubblici ricevuti sono corretti. La direttiva 2005/81 doveva essere trasposta nella legislazione nazionale entro il 19 dicembre 2006.

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