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25 Maggio 2017

Il paladino dei no vax radiato dall’ Ordine con voto all’ unanimità

FEDERICA VENNI LA decisione è stata unanime: l’ Ordine dei medici di Milano ha radiato Dario Miedico, il medico messo “sotto processo” per le sue posizioni no vax. Tutti e quindici i membri della commissione disciplinare hanno optato per la linea dura, dopo aver ascoltato il dottore lo scorso 20 maggio. È il secondo caso in Italia, dopo quello, risalente ad un mese fa, di Roberto Gava a Treviso. Miedico, che da diverso tempo era nell’ occhio del ciclone per alcuni video pubblicati online e per la partecipazione a un convegno in cui sottolineava sia i vantaggi ma soprattutto gli svantaggi delle vaccinazioni, ha subito annunciato ricorso: dopo un’ indagine per «capire le motivazioni» della decisione dell’ Ordine, «saranno prese tutte le iniziative opportune ». Di censura, ieri, hanno parlato tutti coloro che si sono schierati in difesa di Miedico: dal Codacons che, riferendosi al provvedimento dell’ Ordine lo ha defiito «abnorme » e ha citato l’ Inquisizione, a Comilva (l’ associazione di punta del movimento no vax italiano a cui il dottore è molto vicino) che ha evocato il ritorno di un’«Italia ai tempi del nazi-fascismo». La pensa molto diversamente Roberto Burioni, il virologo del San Raffaele noto per le sue posizioni a favore dei vaccini che sulla sua pagina Facebook ha commentato così: «Fuori due. Finalmente tolleranza zero, finalmente i pazienti vengono protetti, finalmente si torna a essere orgogliosi di essere dei medici». Per il Pd, l’ atteggiamento verso chi «non riconosce la validità della scienza» deve essere di «tolleranza zero», ha spiegato Federico Gelli, deputato e membro della commissione Affari Sociali alla Camera. Ora che il verdetto dell’ Ordine gli è stato recapitato, Miedico potrà fare appello prima alla Cceps, la Commissione centrale esercenti professioni sanitarie (un comitato con rappresentanti sia dell’ Ordine nazionale sia del ministero della Salute) e poi alla Corte di Cassazione. Ma il fronte è più ampio e il settantaseienne medico legale è deciso anche a ritagliarsi una parte nel dibattito intorno al decreto sull’ obbligatorietà dei vaccini: «Mi ritengo ancora un medico a tutti gli effetti e il mio compito è informare. Faccio parte dell’ associazione Medicina democratica e con loro faremo il possibile perché pensiamo che per tutelare la salute dei bambini e degli adulti sia necessario comunicare adeguatamente le vaccinazioni, anziché imporle. Purtroppo le scelte del governo sono di imporle, e far fuori tutti quelli che hanno una voce appena critica». E proprio a proposito del decreto sui vaccini a scuola, alla ministra Fedeli che ha annunciato una norma transitoria che «stabilisce che è sufficiente aver fatto la richiesta di vaccinazione per poter essere iscritti a scuola» la vicesindaca Anna Scavuzzo con delega all’ Istruzione ha replicato: «Noi al momento restiamo in attesa del testo della legge per capire in dettaglio cosa sarà chiesto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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