3 Aprile 2020

Pago, non pago, pago… Che rebus la retta dei nidi

TRA I TANTI nodi dell’ emergenza coronavirus c’ è anche quello degli asili nido che costano in media 500 euro al mese e che hanno, pure loro, sbarrato i cancelli. La retta di marzo è già andata, come regolarsi da aprile in poi? «Ci siamo lamentati» racconta Francesca da Gallarate (Varese), che per una bimba di due anni paga 600 euro in una struttura privata, «ma ci hanno risposto che deve essere il governo a prevedere un meccanismo compensativo. Capisco l’ emergenza, però ci scontino almeno il 50 per cento. Tanto più che per i nidi l’ anno scolastico finisce a luglio». E se non si paga? «Non danno la garanzia di tenerci il posto per l’ anno prossimo». Molti comuni – a partire da Milano, Torino, Roma – hanno già disposto lo stop dei pagamenti ai nidi pubblici e in alcuni casi i rimborsi. Il Codacons chiede l’ estensione delle agevolazioni a quelli privati «per non creare discriminazioni tra cittadini». Assonidi, che riunisce 1.400 nidi privati della Lombardia, ha lanciato l’ allarme: «Se la crisi perdura potrebbero non esserci soldi per pagare dipendenti e affitti». Una guerra che rischia di lasciare sul campo solo sconfitti. Per Stefano Fassina, deputato di Leu, «è un problema da valutare». Le maestre, intanto, mandano agli alunni video per fare la pasta di sale. Ma non basta a dare sollievo ai genitori costretti a lavorare fra le mura di casa. (Federica Fantozzi)

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