Pago 2 e prendo 1? Il rimborso è in buoni
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fonte:
- La Nuova Sardegna
i clienti si lamentano delle procedure di carrefour: per un doppio addebito alle casse rapide niente risarcimento in contanti
di Luigi Soriga wSASSARI È una prassi adottata da alcuni supermercati, e Carrefour è uno di questi. I clienti però non sono per niente convinti della legittimità della procedura, e hanno tutta l’ intenzione di rivolgersi alla Guardia di Finanza. Succede infatti che in caso di addebito errato sullo scontrino, il rimborso non avvenga in contanti, ma solo attraverso un buono spesa, da utilizzare nel medesimo punto vendita, e con scadenza tre mesi. Secondo i consumatori, che invece vorrebbero indietro i propri soldi sonanti, si tratta di un abuso bello e buono da parte di Carrefour. Quel che è capitato a diversi clienti è esattamente questo: per evitare le file alle casse tradizionali con l’ addetto che passa gli articoli nel lettore ottico, talvolta si preferisce la soluzione fai da te della cassa rapida. Ma la fretta porta con sè gli intoppi. Infatti la poca esperienza con i codici a barre fa sì che si indugi troppo sotto il lettore, e l’ apparecchio conteggi due volte lo stesso articolo. Questa è una sorpresa che naturalmente si scopre solo dopo l’ emissione dello scontrino, scorrendo con gli occhi l’ elenco dei prodotti pagati. In questo caso un “pago due e prendo uno”. A quel punto, scoperto l’ errore, uno si aspetterebbe di riavere i soldi indietro in maniera rapida e indolore. Ma da Carrefour le regole interne non sono queste. La cassiera infatti dirotta il cliente all’ ufficio informazioni, e all’ ufficio informazioni l’ acquisto fantasma conteggiato due volte nel lettore ottico verrà risarcito solamente attraverso un buono dello stesso valore da spendere entro tre mesi. E insistere per ottenere il corrispettivo in contanti è inutile, perché nel punto vendita le regole sono queste. Secondo l’ avvocato del Codacons Daniele Solinas si tratta di una procedura arbitraria. «Sarei curioso – dice – di vedere da quale norma di legge è supportata e a quale articolo ha fatto riferimento Carrefour». Ma avere queste informazioni per il momento è impossibile perché il direttore del punto vendita di Sassari ha preferito non fornire alcuna spiegazione. «Non intendiamo rilasciare alcuna dichiarazione», è stata la sua lapidaria conclusione. Eppure ai clienti, visto che gli viene negato in maniera categorica il risarcimento in contanti, almeno uno straccio di delucidazione sarebbe quantomeno corretto fornirla. L’ avvocato Daniele Solinas, da parte sua, non trova un solo motivo valido per cui l’ operazione non possa essere annullata: «Siamo di fronte a un palese errore materiale – spiega – non c’ era l’ intenzione di acquistare un articolo, la merce non è nel carrello e non transita al di fuori del punto vendita. Che l’ articolo passi sotto il lettore dalle mani di un addetto o del cliente, fa poca differenza. L’ indebito, cioè la somma non dovuta resta. Non è la stessa cosa di un reso, cioè di un prodotto consapevolmente comprato e poi restituito dopo un giorno per ripensamento. Qui c’ è solo un importo pagato per qualcosa che non esiste. E non si capisce perché non debba essere restituito in contanti, ma bensì con un buono che oltretutto ha una scadenza di tre mesi. Ritengo che la questione meriti di essere approfondita da chi di dovere, sicuramente dalla Guardia di Finanza».
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