17 Settembre 2013

«Paghino Bankitalia e Consob»

«Paghino Bankitalia e Consob»

La domanda è precisa e erentoria: come mai fu autorizzata la vendita delle azioni Carife di ricapitalizzazione ai piccoli risparmiatori, sapendo gia’ che la banca era in crisi? La risposta altrettanto decisa: adesso che i consumatori – i clienti Carife – hanno perso milioni di euro di pensioni e liquidazioni, scatterà la richiesta danni alle autorita’ che approvarono quella vendita. Dalla parte degli azionisti Carife si schiera Codacons che pone domanda e dà risposte, depositando un esposto alla Banca d’ Italia e alla Consob, con il quale si chiedono chiarimenti sulla vicenda Carife, e in cui si intima ai due enti di risarcire i piccoli risparmiatori danneggiati. Tutto ruota attorno all’ aumento di capitale deciso dal cda Carife, nell’ aprile 2011, che portò alla sottoscrizione di circa la metà dei vecchi soci e di 5.700 nuovi azionisti, per un totale di 150.220.329 euro, pari a 7.153.349 nuove azioni ordinarie, al prezzo di 21 euro ciascuna, ricorda Codacons nell’ esposto. Ma già in quel momento – ricorda Codacons – si sapeva che Carife, a partire dal 2009, si trovava in una situazione economico-finanziaria «oltremodo gravosa». Ecco allora Codacons ripercorrere le tappe della crisi: «Carife è stata sottoposta in maggio ad amministrazione straordinaria, ed il commissariamento è stato disposto su proposta della Banca d’ Italia in seguito all’ ispezione avvenuta nel marzo 2011, ma l’ allarme in merito alla critica situazione Carife era scattato già negli anni addietro». «Già nel 2010 – rammenta Codacons -, prima dunque dell’ aumento di capitale, la magistratura aveva aperto l’ inchiesta sulla mala gestione dei vertici Carife in relazione alle acquisizioni “Vegagest”, facendo emergere il quadro drammatico di un’ amministrazione non solo imprudente, ma anche illegale dei vertici Carife». Una gestione che «ha condotto, come noto, all’ attuale buco di 160 milioni di perdite». E per Codacons chi ne ha pagato le conseguenze sono gli azionisti: la crisi di Carife, iniziata nel 2009, ha portato ad una perdita vertiginosa del valore delle azioni, visto che nel febbraio 2009 il titolo valeva 40,6 euro, mentre a luglio scorso era al minimo storico di 5,77 euro. L’ esposto si sintentizza con le richieste Codacons: «Chiediamo chiarimenti a Bankitalia e Consob in merito all’ attività di vigilanza e tutela del risparmio relativamente all’ aumento di capitale per 150 milioni di euro avvenuto nel 2011 che ha condotto ad una perdita di valore delle azioni Carife attualmente pari circa al 72% del capitale investito, con grave pregiudizio dei sottoscrittori e dei nuovi piccoli azionisti». E soprattutto, chiude Codacons, «Banca d’ Italia e Consob risarciscano i risparmiatori cui sono state vendute le azioni di ricapitalizzazione nonostante fosse noto il dissesto della banca».

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