12 Febbraio 2014

Pagati per spettacoli “fantasma”: 72 indagati

Pagati per spettacoli “fantasma”: 72 indagati

La stagione teatrale della compagnia “Il sipario” di Piazza Armerina (Enna) era stata ritenuta «di modesto valore» e il direttore artistico, Salvatore Amore, per rilanciarla aveva pensato bene di organizzare uno spettacolo con Pippo Franco. Il Nucleo di valutazione dell’ assessorato regionale ai Beni culturali della Sicilia aveva cambiato idea ed erogato il contributo, che in un primo momento era stato negato. Poca roba, qualcosa come 3800 euro. L’ unico problema è che lo spettacolo con il noto attore del Bagaglino non era mai andato in scena.Succede anche questo, in Sicilia, terra in cui gli scandali non finiscono mai, con denaro che viene erogato a pioggia a 72 compagnie, rappresentate da altrettante persone finite sotto inchiesta per reati che vanno dalla truffa aggravata al falso: secondo il Nucleo regionale di polizia tributaria della Finanza impresari teatrali di mezza Isola, direttori artistici e uomini di spettacolo noti nell’ Isola e non solo (basti pensare alla compagnia dell’ opera dei pupi di Catania) avrebbero simulato di avere realizzato un centinaio di spettacoli mai portati sui palcoscenici, “raddoppiando” le stagioni, fingendo di avere pagato tutti i contributi ai dipendenti e simulando anche i versamenti alla Siae, la società autori ed editori. In questo modo, secondo la ricostruzione dei pm Roberto Tartaglia e Daniele Paci, hanno ottenuto contributi per complessivi due milioni e 800 mila euro. E questo solo per l’ anno preso in considerazione, il 2008. Perché ogni contributo viaggiava sui 50 mila euro e c’ era chi ne prendeva 70 mila: facendo finta, ad esempio, di avere realizzato dieci spettacoli in una stagione, mentre in realtà li aveva allestiti in due stagioni.Su 93 compagnie “esaminate” 72 sono risultate fuori dalle regole. I pm hanno adesso depositato l’ avviso di conclusione delle indagini e si apprestano a chiedere il processo per personaggi come gli appartenenti alla famiglia Zappalà, del teatro popolare siciliano, Gianni Nanfa, comico, Alfio Scuderi e Aldo Morgante, da Marco Pupella a Sabrina Petyx, da Vittorio Spampinato a Massimo Campagna, da Gianni Salvo a Nino Romeo. Coinvolti anche due sindaci: Nicolò Ferrara, di Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani, alla seconda indagine nel giro di pochi giorni, dopo quella che lo aveva portato ai domiciliari e alle dimissioni con l’ accusa di avere intascato una mazzetta da 3 mila euro; c’ è poi Michele Truscello di Novara di Sicilia (Messina).Nell’ indagine c’ è un po’ tutto il teatro siciliano: dall’ opera dei pupi allo spettacolo dialettale, dalla rivista al cabaret, dal teatro colto all’ avanguardia. I finanzieri hanno esaminato i meccanismi dei finanziamenti di una legge regionale del 2007. Sono venuti fuori così costi gonfiati per la realizzazione di rassegne e festival mai portati sulle scene. Dodici associazioni in una nota parlano di «interpretazioni lessicali” grazie alle quali potranno dimostrare “assoluta buona fede». Mentre il Codacons chiede che chi ha avuto contributi che non meritava dovrà restituire il maltolto.
riccardo arena
 
 

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