18 Ottobre 2012

Pagati per dare farmaci ai bimbi

Pagati per dare farmaci ai bimbi
 

Un fiume di denaro, iPad in quantità, persino viaggi all’ estero. In tutto, regali per almeno mezzo milione, con un unico scopo: convincere decine di medici di tutta Italia a prescrivere ormoni oltre le dosi consigliate, soprattutto a bambini, e a inserire nelle terapie nuovi pazienti. ALMENO 67 camici bianchi di ospedali pubblici e privati, in gran parte pediatri: contattati e “comprati” per conto della Sandoz, azienda del gruppo farmaceutico Novartis. Questa è la ricostruzione delle procure di Rimini e Busto Arsizio (Va-rese), titolari di un’ inchiesta che vede circa 80 indagati tra medici e operatori farmaceutici, e che ieri ha portato a 77 perquisizioni in 15 regioni diversi. Si sono mossi circa 300 carabinieri, tra Nas di Bologna e comandi provinciali di svariate città, per cercare le prove di un mercato sulla pelle di piccoli pazienti. A tesserne le fila, secondo gli inquirenti, una rete formata da 12 rappresentanti di medicinali e alti dirigenti della Sandoz, colosso svizzero con oltre 23000 collaboratori in 130 paesi. “Siamo uno dei leader mondiali nel mercato dei medicinali equivalenti” recita il sito dell’ azienda. Colpita frontalmente da una vicenda che i pm descrivono con parole e dati durissimi. Secondo l’ accusa, i rappresentanti di farmaci contattavano i medici su mandato della Sandoz, offrendo loro soldi, iPad e soggiorni all’ estero (tra gli indagati c’ è anche il titolare di un’ agenzia di viaggi). In cambio, i medici dovevano aumentare le prescrizioni di farmaci ormonali, tra cui gli ormoni della crescita. I camici bianchi corrotti aumentavano le dosi, al di sopra delle indicazioni terapeutiche, oppure inserivano nuovi pazienti nel ciclo di terapie. L’ importante era gonfiare le ordinazioni, alimentare il giro di affari. Ricco, visto che secondo un primo calcolo soldi e beni dati agli specialisti valevano oltre mezzo milione. Per “coprirsi”, gli operatori emettevano false fatture, in cui i versamenti figuravano come pagamenti per consulenze o studi, oppure come contributi a convegni e seminari. Ma c’ era anche chi non si accontentava. “IN ALCUNE circostanze i medici non esitavano ad aumentare le somme pretese” raccontano gli inquirenti. In quei casi, “alti dirigenti dell’ industria farmaceutica incontravano personalmente i medici”. Pediatri, endocrinologi, nefrologi: attivi in metropoli come Roma (tra i coinvolti, ci sarebbero medici del Policlinico Gemelli e dell’ Umberto I), Milano, ma anche in centri più piccoli. Ieri i carabinieri hanno perquisito case e abitazioni in 28 città, dal nord al sud. Il giro di (presunte) mazzette a camici bianchi era davvero su scala nazionale. E così ora c’ è una pioggia di indagati, per reati che vanno dall’ associazione a delinquere alla corruzione, sino alla truffa al servizio sanitario nazionale e al falso ideologico. La Sandoz fa sapere di “aver appreso dalla stampa delle attività investigative” e di “non poter escludere che tali attività siano riconducibili all’ indagine avviata nel 2011 dalla procura di Busto Arsi-zio”. Ovvero, l’ inchiesta nei confronti di alcuni genitori che cercavano farmaci dopanti per i propri figli, per la quale nel giugno 2011 ci furono quattro arresti e 54 indagati. “L’ azienda ha adottato le più severe misure nei confronti dei dipendenti coinvolti, e ha avviato ancora più stringenti controlli” conclude la Sandoz. ORA PERÒ la principale preoccupazione è per la salute dei bambini coinvolti, vittime del sovradosaggio di farmaci. Verranno tutti sottoposti a controlli. Intanto il Codacons invoca la radiazione dei medici indagati, mentre il presidente della società italiana di pediatria, Alberto Ugazio, ammette: “Rilevo con preoccupazione il continuo aumento del consumo degli ormoni della crescita, la cui unica indicazione terapeutica appropriata è per il trattamento del nanismo ipofisario, malattia rara”.

 

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