26 Maggio 2001

Padre fuma in casa, il figlio: lo denuncio

Forlì/ Il ragazzo ha 15 anni ed è malato di asma. Si è rivolto alla Asl e al Codacons

Padre fuma in casa,
il figlio: lo denuncio

FORLI? – Denuncerà il padre che gli fuma vicino, anche se lui soffre di asma bronchiale. A meno che l?uomo non la smetta subito, partirà anche una richiesta di risarcimento danni e il Codacons promette una causa legale esplosiva.

Vincenzo M. ha quindici anni, è schiacciato fra i litigi dei genitori, che stanno per separarsi, e la sua malattia. Il padre, di origine meridionale, lavora come precario nell?edilizia, la madre fa la collaboratrice domestica: una famiglia di umile condizione, che vive in un piccolo appartamento di Forlì. Il padre fuma, e rifuma, e fuma sempre più, senza nemmeno “rifugiarsi“ sul balcone come fanno numerosi fumatori. Il ragazzino si lamenta, la madre ancora di più: richiama il marito cento volte, le titi si fanno frequenti. Si rivolge anche al parroco e, alla fine, si decide al grande passo.

Va col figlio all?Azienda sanitaria locale di Forlì e chiede che al marito sia impedito di fumare in casa, meglio ancora che sia allontanato dalla casa. Alla Asl la guardano perplessi: non possono fare nulla, perché in casa propria ognuno è libero. L?abitazione non è un?azienda, dove se qualcuno fuma e dà fastidio ai colleghi viene richiamato o spostato in un altro reparto. Che fare? «Signora, si rivolga a un?associazione di consumatori» le consigliano.

E così fa. Parla con il Codacons di Forlì, che interessa del caso la casa-madre di Roma, dove esiste uno sportello antitabacco che ha avviato da anni una crociata contro il fumo passivo. A questo punto, per il padre fumatore le cose cominciano a mettersi male, perché gli viene fatta balenare l?ipotesi di una denuncia per violenza privata. La situazione è ancora in divenire, ma nei prossimi giorni potrebbe partire una causa-pilota di quelle che fanno clamore, vale a dire un figlio minorenne che denuncia il padre e gli chiede il risarcimento dei danni.

Al Codacons sono infatti decisi ad andare sino in fondo. «Per la tutela della salute del ragazzo, il resto non ci interessa», specifica l?avvocato dell?associazione, Italo Mannucci. Il prossimo passo sarà in ogni caso un esposto con la richiesta d?intervento di un giudice tutelare che si prenda a cuore la salute, anche psicologica, del ragazzino. Il giudice nominerà dei periti e procederà d?ufficio.

Questo anche se il padre smetterà di fumare in presenza del figlio. Se non smetterà, scatterà anche la denuncia penale per danneggiamento di minore e quant?altro emergerà. E verrà richiesto un risarcimento in denaro: sarebbe la prima volta che accade in Italia, per quanto riguarda un minore nei confronti del genitore. «Dovrà essere un provvedimento innogvativo. Pretenderemo una sentenza punitiva, con un ristoro economico tale da essere d?esempio anche per altri» minacciano al Codacons.

La situazione familiare pare sia incancrenita indipendentemente dalle sigarette fumate dall?uomo. Fatto sta che queste sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso e all?associazione di consumatori hanno intenzione di non recedere. In passato, il Codacons ha fatto allontanare fumatori accaniti dai luoghi di lavoro, ha diffidato aziende dal continuare a lasciar fumare persone insieme ai non fumatori e ha imposto il ricircolo dell?aria e il miglioramento dell?aerazione con filtri e altri dispositivi.

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