26 Ottobre 2017

A ottobre cresce la fiducia, per imprese al top dal 2007

 

 

A ottobre il clima di fiducia tra le imprese torna ai livelli di prima della crisi. Se l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta per il quinto mese consecutivo da 115,6 a 116,1, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese è salito da 108,1 a 109,1, raggiungendo il livello di giugno 2007.

Tra le serie componenti il clima di fiducia dei consumatori, l’Istat segnala un miglioramento dei giudizi e delle aspettative sulla situazione personale, il saldo relativo all’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli registra un nuovo aumento riportandosi sui livelli di gennaio 2017 e diminuisce il numero degli interpellati che ritiene possibile risparmiare in futuro (orizzonte temporale 12 mesi).

Con riferimento alle imprese, nel mese di ottobre si rileva un aumento del clima di fiducia in tutti i settori ad eccezione delle costruzioni. In particolare, il clima di fiducia aumenta nel settore manifatturiero, in quello dei servizi e nel commercio al dettaglio (i climi salgono, rispettivamente, da 110,5 a 111, da 107,1 a 107,6 e da 109,1 a 113,2); in controtendenza il settore delle costruzioni dove l’indice di fiducia, pur rimanendo sui livelli registrati alla fine del 2007, passa da 132,1 a 130,3.

Passando ad analizzare le componenti del clima di fiducia si segnala che, nel comparto manifatturiero, l’aumento dell’indice è dovuto sia a un recupero dei giudizi sul livello degli ordini (il cui saldo torna positivo per la prima volta dal 2007) sia a un lieve aumento delle attese sulla produzione. Anche le scorte di magazzino sono giudicate in decumulo.

Nel settore delle costruzioni, il calo dell’indice è causato essenzialmente da una diminuzione delle aspettative sull’occupazione presso l’impresa in presenza di un lieve peggioramento dei giudizi sugli ordini. Per quanto riguarda poi i servizi, il miglioramento della fiducia è trainato da un deciso aumento delle aspettative sugli ordini in presenza di un deterioramento sia dei giudizi sugli ordini sia di quelli sull’andamento degli affari.

Infine, nel commercio al dettaglio si registra un netto miglioramento sia dei giudizi sulle vendite correnti sia delle aspettative sulle vendite future, mentre le scorte di magazzino sono giudicate in decumulo per il secondo mese consecutivo.

“La fiducia dei consumatori è un indice fondamentale per l’economia italiana, perché incide in modo diretto sulla propensione alla spesa delle famiglie”, ha sottolineato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando la fiducia dei consumatori che per il quinto mese consecutivo registra una crescita, definendolo “un faro di speranza per i consumi delle famiglie nei prossimi mesi”.

“Se migliorano le aspettative sulla situazione economica personale”, ha proseguito, “i cittadini saranno più inclini al consumo e all’acquisto nei diversi settori. E la circostanza che vede negli ultimi 5 mesi un sensibile aumento della fiducia dei consumatori, è una fonte di speranza per i prossimi consumi nel periodo natalizio, che negli ultimi anni hanno registrato una sensibile riduzione a causa della crisi economica, con la spesa degli italiani per le feste calata di ben 8,2 miliardi di euro tra il 2007 e il 2016”. A questo punto, “se la fiducia dei consumatori si manterrà a questi livelli anche il prossimo mese, il commercio potrà forse finalmente tirare un sospiro di sollievo il prossimo Natale”, ha concluso Rienzi.

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