24 Luglio 2019

Otto mesi di attesa per un’ ecografia addominale

La carenza di personale sanitario si ripercuote ancora una volta sui pazienti, costretti a essere inseriti in lunghissime liste d’ attesa o, in alternativa, a sottoporsi a visite a pagamento per accelerare i tempi. La denuncia arriva dal Codacons che riferisce del caso di una paziente oncologica alla quale sono stati prospettati otto mesi per una ecografia che il medico specialista le aveva chiesto di fare entro dieci giorni. Il problema, secondo quanto riferisce il vicepresidente Francesco Di Lieto, si sarebbe verificato in una struttura dell’ Asp. La paziente avrebbe appreso per telefono che il medico era malato e che non nessuno avrebbe potuto sostituirlo. «Pertanto – afferma Di Lieto – la struttura rimane chiusa e gli esami rinviati a data da destinarsi. Certo, il cancro in otto mesi può uccidere. Ma questo non è un problema per l’ Asp». Si trattava di una ecografia addominale e di una ecografia mammaria, per verificare la presenza di un carcinoma, in una paziente che aveva già subito la mastectomia. «Un calvario che, tuttavia, – sottolinea l’ esponente del Codacons – la giovane donna può evitare se si sottopone agli stessi esami ma “a pagamento”. Insomma – sbotta Di Lieto – in Calabria per sopravvivere bisogna pregare o pagare. Così si costringono i pazienti a rivolgersi al privato, alimentando il triste e costoso, per i malati e per la Regione, fenomeno dell’ emigrazione sanitaria». L’ associazione ha ora chiesto al ministero della Salute e alla Regione per quali finalità e con quali risultati siano stati spesi i fondi di bilancio, con riferimento alle liste d’ attesa 2018 e 2019. «Il cittadino – sostiene Di Lieto – ha diritto a tempi certi: 30 giorni per visite specialistiche, 60 per esami diagnostici. Qualora i tempi siano superiori, il paziente può pretendere che la stessa prestazione sia fornita dal medico privatamente, in intramoenia, senza costi aggiuntivi rispetto al ticket pagato, ovvero dal privato e avere il diritto al rimborso dall’ Azienda sanitaria. Senza contare – conclude – che per alcune patologie non dovrebbero esserci lista d’ attesa, ma andrebbero evase in tempi brevissimi». Il vicepresidente Di Lietochiede lumi sui fondi usatiper velocizzare i servizi.

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