Otto anni per Porto Empedocle
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Nino Amadore AGRIGENTO Sono passati oltre 2.800 giorni da quando la macchina per arrivare alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle si è messa in moto: era la fine del 2004 quando la Nuove Energie ha presentato la domanda per ottenere l’ autorizzazione unica all’ assessorato regionale all’ Industria della Regione siciliana così come previsto dall’ articolo 8 della legge 340/2000. Sono passati quasi otto anni, l’ assessorato all’ Industria è stato sostituito da quello all’ Energia, e solo ora si comincia a vedere uno spiraglio con l’ apertura del cantiere per la sistemazione delle aree pubbliche ottenute in concessione per renderle adeguate alla costruzione del rigassificatore: al termine di questa prima fase comincerà quella della costruzione dell’ impianto che durerà, poi, secondo le previsioni dell’ azienda 54 mesi ovvero oltre 1.600 giorni ancora. Lavori importanti visto che l’ area dovrà contenere 2 serbatoi interrati da 160mila metri cubi (si tratta, viene sottolineato sul sito dell’ Enel, dell’ unico progetto in Europa). Nelle prime settimane di settembre, invece, sono state fatte le verifiche previste: tre imprese si sono per esempio occupate degli scavi per verificare che non vi fossero resti archeologici e altri hanno verificato che non vi fossero residuati bellici. Il cantiere, si può dire, ormai è aperto ma a conti fatti serviranno poco più di 12 anni per arrivare a ottenere un impianto di rigassificazione che ha una capacità di produzione di 8 miliardi di metri cubi l’ anno: secondo stime è il 10% del fabbisogno nazionale. In questa fase di crisi l’ investimento dell’ Enel in provincia di Agrigento, adeguatamente blindato dalle infiltrazioni della criminalità organizzata con un protocollo siglato nel 2010 con la prefettura di Agrigento, rappresenta una boccata d’ ossigeno anche sul piano dell’ occupazione: previsto in fase di cantiere l’ impiego di 500 persone con punte di 900 occupati. Mentre in fase di esercizio dell’ impianto vi lavoreranno un centinaio di persone. In tutto questo tempo la Nuove Energie (controllata al 90% dall’ Enel mentre la quota restante appartiene al Gruppo Siderurgica Investimenti) di cui è amministratore delegato Giuseppe Luzzio ha prima dovuto superare le otto fasi necessarie per arrivare all’ autorizzazione unica (ottenuta nell’ autunno del 2009) e poi ha dovuto fronteggiare un contenzioso amministrativo nei due gradi di giudizio a causa del ricorso presentato dal comune di Agrigento che non è direttamente interessato dalla costruzione dell’ impianto, dalla Camera di commercio della Valle dei Templi, da Legambiente e dal Codacons. E non basta, poiché il decreto di autorizzazione a costruire l’ impianto prevede a sua volta una decina di prescrizioni ognuna delle quali necessita di alcuni mesi di iter ministeriale. Il tutto sul filo delle interpretazioni normative. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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