1 Marzo 2012

Ottanta miliardi bruciati nel 2011 E i Serd sono «preoccupatissimi»

Ottanta miliardi bruciati nel 2011 E i Serd sono «preoccupatissimi»


ROMA. Alla ‘Federazione dei servizi per le dipendenze» pubblici, sono «preoccupatissimi», spiega il segretario nazionale Fausto D’ Egidio. E del resto, con ottanta miliardi di euro giocati nel 2011 ed oltre otto solo nello scorso gennaio (aumento del 40%), il gioco d’ azzardo miete sempre più proseliti. Con una forte crescita di giocate nelle nuovissime ‘slot videolottery’ e nel ‘poker cash’ (quello giocato on line, ma non sotto forma di torneo). Così ad inseguire il miraggio di aumentare i propri soldi sono (finora) 17 milioni di italiani, oltre il 40% della popolazione. E la passione per il gioco non ha età, è presente tra giovani e adulti ma i primi sono più a rischio di incorrere in comportamenti patologici, tanto che mezzo milione ha problemi di dipendenza. Il problema insomma è più che serio e la proposta del ministro Riccardi di eliminare o almeno regolamentare la pubblicità dei giochi con soldi riceve diversi apprezzamenti. Come dal Consiglio nazionale degli utenti, che invita anche a Riccardi affinché – ha detto il presidente, Luca Borgomeo – «almeno il Monopolio di Stato, servizio pubblico, che gestisce tanti giochi (e più o meno sono tutti d’ azzardo) si astenga immediatamente dal fare pubblicità». Anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons, è chiaro: «Cresce il numero di cittadini con dipendenze patologiche da gioco, perché il futuro appare sempre più incerto e si cerca in tutti i modi di migliorare il proprio stato sociale, ma anche perché aumentano i giochi e le relative pubblicità». Anche il mondo politico è d’ accordo col ministro: «È bene – spiega ad esempio il presidente dell’ Udc, Rocco Buttiglione – che il ministro con la delega alle lotte alle dipendenze Andrea Riccardi se ne occupi e si studi una migliore legislazione sul tema spinoso della promozione del gioco d’ azzardo, anche vietandone la pubblicità». Secondo il senatore del Pdl Raffaele Lauro, «Il ministro vuole intervenire sullo scandalo della pubblicità del gioco d’ azzardo, che imperversa su reti tv e carta stampata. Un’ iniziativa meritoria, se va nella direzione di un divieto assoluto». ( P.Cio. ) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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