3 Luglio 2015

Osteoporosi, «controlli non idonei»

Osteoporosi, «controlli non idonei»

si apre uno spiraglio nella vicenda dei 937 medici di famiglia indagati.
La notizia sarebbe ancora ufficiosa, ma proviene da ambienti autorevoli del mondo medico della città. La commissione sanitaria istituita dall’ Asp per fare chiarezza sul caso dei 937 medici di famiglia indagati per inappropriatezza prescrittiva di farmaci per l’ osteoporosi, sarebbe giunta a una decisione che presto sarà oggetto di un documento. In questo atto l’ organismo dovrebbe certificare, secodo il suo punto di vista, che l’ esame incrociato dei dati che hanno consentito di indagare 937 medici generici basato soltanto sulla Moc, non avrebbe osservato la nota Aifa proprio per questo genere di prescirzioni. Insomma la commissione, composta tra gli altri dal prof. Filippo Drago, farmacologo e capo dipartimento, dal prof. Massimo Buscema presidente dell’ ordine dei medici e dai dottori dell’ Asp Domenico Torrisi e Vincenzo Torre potrebbe presto chiedere all’ Azienda sanitaria provinciale di farsi promotrice di una nuova operazione di controllo incrociato dei dati che non dovrebbe prevedere soltanto la Moc, ma anche tutte gli altri esami previsti, come le radiologie per le micro fratture e quant’ altro. Entrando nel merito della vicenda, se il tono del documento dovrebbe essere presto confermato, molti dei medici ancora indagati e sotto la lente della Corte dei conti potrebbe presto vedere regolamentata la propria posizione, fermo restando che però, a questo punto, è necessario che i controlli vengano effettuati con rigore per individuare quei medici che realmente hanno violato le regole e per questo devono essere indagati per un eccesso di prescrizione. E questo perché in effetti 937 medici della provincia indagati su un totale di poco più di mille sono troppi, ma sarebbe il colmo se alla fine tutti dovessero risultare in regola. Bisognerà capire anche come si muoverà l’ Asp, che ancora oggi (va ricordato) è commissariata, per venire fuori da un pastrocchio che ha visto anche l’ intervento della Guardia di Finanza che ha svolto le indagini e la trasmissione dei nominativi dei 937 medici alla Corte dei Conti per gli opportuni adempimenti necessari alla restituzione delle somme per l’ inappropriatezza prescrittiva. Il documento servirebbe anche a sbloccare la prescrizione di farmaci fondamentali per chi soffre di osteoporosi che rischia di avere conseguenze ben più gravi in assenza dei farmaci indonei. E proprio sul punto di una drastica riduzione delle prescizioni da parte dei medici qualche mese fa era intervenuto con vigore il Codacons che in una nota aveva denunciato che già «il primo febbraio scorso erano state avvertite le autorità sanitarie sul rischio di una drastica riduzione delle prescrizioni di farmaci per l’ osteoporosi». «Purtroppo – scriveva a marzo l’ associazione consumatori – l’ allarme si è concretizzato. A seguito dell’ indagine che ha portato alla segnalazione di 937 medici per gli eventuali profili di danno erariale e per le procedure di rimborso, le prescrizioni di farmaci per l’ osteoporosi sono drasticamente diminuite dell’ 80% mentre per gli altri farmaci il calo si aggira sul 50%. Il Codacons è fortemente preoccupato per la gravissima situazione che si sta verificando nella nostra provincia, dove le contestazioni ai medici si sono tradotte in una grave violazione del diritto alla salute dei cittadini, riconosciuto dall’ Art. 32 della Costituzione». La vicenda era cominciata a gennaio quando, al termine di una indagine della Finanza, l’ Asp trasmise alla Corte dei conti i nominativi dei medici rimasti coinvolti. L’ Ordine dei medici, attraverso il presidente, Massimo Buscema, chiese però un incontro all’ Azienda sanitaria e al termine si decise di nominare una commissione che proprio in questi giorni avrebbe stabilito di prevedere un altro controllo incrociato dei dati, comprendendo adesso tutti quei supporti sanitari che in un primo tempo erano stati scartati.
giuseppe bonaccorsi
 

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