Osservatorio dei prezzi morto e “risorto“
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fonte:
- Messaggero Veneto
Osservatorio dei prezzi morto e “risorto“
Il costo della vita aumenta. Lo dice l`Istat, lo dicono le bollette che ogni cittadino paga, il costo della benzina, i prezzi nei negozi che a detta dei commercianti non crescono, ma sicuramente non scendono. Per controllare il famigerato “carovita“ sarebbe dovuto sorgere, subito dopo l`entrata in vigore dell`euro, un osservatorio sui prezzi. Un organismo chiesto invano da anni in provincia, mai decollato, e istituito proprio ieri a livello regionale (ne parliamo nel primo fascicolo). Nel dibattito fra associazioni e addetti ai lavori resta, però, forte la posizione di chi vorrebbe che i controlli fossero fatti per province, tenuto conto che proprio a Pordenone la spesa al supermercato è lievitata in un anno di quasi il 4% e che il tasso d`inflazione, al 2,23%, è superiore a quello degli altri capoluoghi della Regione. L`ingresso dell`euro pare ormai lontano e nessuno sembra più far caso se mille lire corrispondono, nell`uso corrente, a un euro. I prezzi del commercio al dettaglio, in provincia di Pordenone, sono alti ma si sono stabilizzati. Restano in crescita le bollette (gas e luce soprattutto), i carburanti, gli affitti e il costo della vita in generale. “L`osservatorio provinciale dei prezzi? Non è mai decollato – ricorda Lucia Bertagno di Adiconsum – e a questo punto non avrebbe senso, se inteso come un semplice organismo per rilevare i prezzi. Questo già lo fanno l`ufficio statistica del Comune di Pordenone e le associazioni, per le parti che competono loro. Bisognerebbe, invece, andare oltre, fare un`analisi trasversale di tutti i costi, provincia per provincia, per arrivare a elaborare soluzioni che vadano a vantaggio dei consumatori“. “L`Osservatorio avrebbe senso se si considerassero tutti i prezzi, compresi quelli della benzina e del gas – evidenzia Gianluigi Ornella, direttore provinciale dell`Ascom -. Quello che vediamo, invece, è che si grida allo scandalo quando sale il prezzo delle zucchine a gennaio, periodo in cui il consumatore non dovrebbe nemmeno mangiarle, le zucchine, visto che non è stagione“. Resta convinto della necessità di monitorare i prezzi nei negozi anche a livello provinciale, con particolare riferimento a quelli di generi alimentari, dove tutti si recano, il presidente del Codacons, Vitto Claut che durante la campagna elettorale del 2004, alla quale si candidò come presidente della Provincia, propose proprio la costituzione di un osservatorio: “Sarei ancora disposto a farmene carico, purchè con un mandato ufficiale della Provincia. Credo che il punto importante sia agire sui negozi affinché espongano non solo il prezzo al dettaglio, ovvero quello che viene chiesto al cittadino, ma anche quello all`ingrosso, pagato dal commerciante stesso. In questo modo ci sarebbe una maggior trasparenza nei confronti dell`utente finale e sarebbe possibile per l`osservatorio monitorare l`andamento di tutta la filiera“. Sulla necessità di un osservatorio a livello provinciale è concorde anche Mario Marini di Confesercenti, “ma dev`essere un organismo sia formato da enti e associazioni territoriali, perché ogni provincia costituisce realtà a sé. Servirebbe inoltre un`analisi che vada al di là dei prezzi dei negozi perché sul costo della vita incidono tante altre voci che non possono essere trascurate“.
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