22 Maggio 2020

Ospedale in Fiera, fascicolo dei pm Bertolaso assicura: «Non chiuderà»

indagine conoscitiva della procura dopo l’ esposto dei sindacati di base
Alberto Giannoni Milano «Non c’ è nessunissima polemica, nessun equivoco, nessuno mi ha scaricato». Guido Bertolaso non vuole prestarsi agli attacchi orchestrati contro la Regione Lombardia, che a marzo lo ha chiamato – nei giorni più drammatici dell’ emergenza – per guidare l’ impresa di realizzare in tempi record l’ ospedale in Fiera, il primo centro Covid italiano poi replicato in altre realtà, fra cui Berlino. Parlando ieri mattina in tv ad «Agorà», l’ ex capo della Protezione civile ha spiegato di aver parlato la sera prima con il governatore lombardo Attilio Fontana, il quale gli ha garantito che non è in programma la chiusura dell’ ospedale. La campagna contro la Regione prosegue. Intanto la procura ha aperto un fascicolo a titolo conoscitivo dopo l’ esposto dei Cobas e un esposto è stato presentato anche dal Codacons alla Corte dei conti. Ma i fondi sono tutti privati. Bertolaso, comunque, ha chiuso in modo categorico il discorso delle sue presunte «critiche», quelle che gli erano state attribuite da un donatore, «un signore seccato del fatto che aveva donato 10mila euro e aveva letto che l’ ospedale sarebbe stato smantellato e chiedeva se questa notizia fosse stata vera». L’ ex capo della Protezione civile non solo ha escluso la chiusura, ma ha esortato a eseguire ulteriori interventi sul centro. «Per la seconda fase dell’ epidemia che verrà il prossimo inverno – ha previsto – ci deve essere un ospedale Covid, dove c’ è la rianimazione, che era cosa più difficile da fare, ma anche il pronto soccorso e il triage e i letti di bassa intensità». Bertolaso si trova nelle Marche per mettere a punto un’ operazione simile, e ha confermato di essere il primo interessato alla massima trasparenza su ogni aspetto dell’ ospedale in Fiera. Da parte sua, la Fondazione Fiera ieri ha reso pubblico un primo rendiconto delle spese per l’ infrastruttura da 221 posti, attualmente in funzione e data in comodato gratuito al Policlinico, come da indicazioni della Regione Lombardia. Si parla di una spesa di 17,257 milioni di euro, per un’ opera che è stata «realizzata in tempi rapidissimi grazie all’ impegno di centinaia di persone che, anche volontariamente, hanno offerto il proprio contributo». Fondazione Fiera ha fornito quindi un primo riepilogo e ha ricordato che il finanziamento dell’ opera è avvenuto attraverso una raccolta fondi (di 5mila donatori) che ha superato i 21,6 milioni, attraverso la costituzione di un fondo presso la Fondazione di Comunità Milano, che si occuperà della rendicontazione finale con un Comitato di Garanti, pubblicandola poi sul suo sito come su quello di Fondazione Fiera. Questa «Fondazione Comunità Milano» è un’ istituzione indipendente, con un governance in cui siedono esponenti specchiati e trasversali della società civile milanese (nel cda ci sono anche il capo gabinetto del sindaco Beppe Sala e l’ attore Giacomo Poretti, già Ambrogino d’ oro, molto noto e stimato in città anche per la sua sensibilità civile). I fondi raccolti in eccedenza saranno destinati – secondo le finalità previste dal Fondo – ad altre iniziative di utilità sociale a sostegno del sistema sanitario e della salute, tenendo conto anche del decreto «Rilancio».
alberto giannoni

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