24 Gennaio 2006

Ortofrutta, prezzi giù all`ingrosso ma al dettaglio continuano i rincari

I ROMANI E IL CAROVITA I rilevamenti del Centro agroalimentare. In un anno 24 prodotti su 31 hanno visto scendere i listini Ortofrutta, prezzi giù all`ingrosso ma al dettaglio continuano i rincari

Ribassi contro rialzi? All`ingrosso, la partita finisce ventiquattro a sette per i ribassi. Ad affermarlo sono i rilevamenti eseguiti dall`ufficio studi del Car (Centro agroalimentare di Roma) sui prezzi di alcuni prodotti ortofrutticoli, tra questi gli spinaci, i clementini, i funghi, le mele Stark e la lattuga. Ad eccezione di sette prodotti che sono rincarati in un anno l`andamento del costo di 24 prodotti ha avuto una tendenza al ribasso. Il trend dei prezzi all`ingrosso però non si traduce in un ribasso al dettaglio. Come il nostro giornale ha pubblicato lo scorso 18 gennaio c`è stata infatti una raffica di aumenti che ha colpito i prodotti alimentari e ha inciso sul portafoglio delle famiglie della capitale. Esemplare il caso delle arance: nel giro di tre mesi, secondo un`indagine condotta dal Codacons, il prezzo del frutto principe dell`inverno è passato da uno a due euro al chilo. Seguono le zucchine, aumentate del 50 per cento, che costano al consumatore in media tre euro al chilo. Più cari anche carciofi, peperoni e clementini. Tuttavia le rilevazioni del Centro di via Tenuta del Cavaliere segnalano che in un anno, dal dicembre 2004 al dicembre 2005, 24 prodotti su 31 venduti all`ingrosso hanno visto scendere i prezzi. Tranne poche eccezioni – che riguardano melanzane, bieta, zucchine e carciofi, hanno un`incidenza economica limitata e valgono appena pochi centesimi di euro al chilo – è come se da un`annata all`altra i listini prezzi fossero rimasti uguali a quelli di 365 giorni prima. L`inflazione dunque è stata tenuta a bada. Ecco nel dettaglio i 24 ribassi rilevati – nella striscia temporale di 12 mesi dal dicembre 2004 al dicembre 2005 – dall`Ufficio studi del Car nei due immensi padiglioni ortofrutticoli di via Tenuta del Cavaliere. La raffica di cali dei prezzi di prodotti ortofrutticoli riguarda il pomodoro rosso a grappoli (-37% pari a 48 centesimi di euro in meno al chilo); la lattuga romana (-39% pari a 55 centesimi in meno al chilo); la rughetta (-26% pari a 13 centesimi in meno al mazzo) e il prezzemolo (-25% pari a 10 centesimi in meno al mazzo), l`insalatina primo taglio (-14% pari a 27 centesimi in meno al chilo), i funghi pleurotus (-17% pari a 33 centesimi in meno al chilo), le mele Golden (-22% pari a 22 centesimi in meno al chilo), i mandarini clementini (-14% pari a 10 centesimi al chilo), le mele Stark Delicious (-19% pari a 20 centesimi in meno al chilo) i cavolfiori di tipo coronati (-13% pari a 10 centesimi in meno al chilo), la cicoria-catalogna-cicorione (-18% pari a 17 centesimi in meno al chilo), i peperoni gialli (-12% pari a 17 centesimi in meno al chilo) e gli spinaci (-16% pari a 14 centesimi in meno). Quanto ai sette aumenti, il massimo rincaro è di 25 centesimi in più al chilo e riguarda ovviamente le solite zucchine (da 1 euro e 33 centesimi si è passati a 1,58) che anche più di altri prodotti risentono del freddo e della irrinunciabile abitudine dei romani a comprarle tutto l`anno per consumarle sempre. A crescere anche il costo della banane: lo scorso anno venivano vendute all`ingrosso a 72 centesimi, mentre quest`anno sono arrivate a quota 90, con un aumento del 25 per cento. Stessa percentuale di crescita per le pere Abate, salite a 1 euro e 21 centesimi rispetto ai 97 centesimi di dodici mesi fa. Per quanto riguarda finocchi e fiori di zucca l`aumento dal 2004 è stato per entrambe i prodotti del 3 per cento: i primi sono passati da 0,66 euro a 0,68; i secondi da 9 euro e 48 a dicembre 2005 sono stati acquistati dai dettaglianti romani per 9 euro e 78 centesimi. Infine il rincaro di bieta a coste (+ 17%), venduta a 70 centesimi rispetto ai 60 del 2004 e quello dei carciofi violetti (+14%) venduti al pezzo a 41 centesimi a differenza dei 36 centesimi di dodici mesi fa. Restano invece invariati e stabili a distanza di un anno i prezzi di basilico (30 centesimi), di indivia riccia (82 centesimi) e delle carote, ferme a 40 centesimi.

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