18 Settembre 2004

Ortofrutta in calo, aumentano i confezionati

Ortofrutta in calo, aumentano i confezionati







Se in Ciociaria c?è inflazione, non si vede dalla grande distribuzione. Anzi, il carrello della spesa nei centri commerciali della provincia è più leggero, almeno per i prodotti freschi. E così, se giovedì i supermercati di tutta Italia hanno offerto al governo il blocco dei prezzi fino al 31 dicembre, le grandi catene della provincia di Frosinone, hanno anticipato l`iniziativa di un mese. Quindi se l`inflazione c`è, dipende da scuola, banche e trasporti. Dai servizi e dalle tariffe, non dai negozi.
Continuano a scendere i prezzi di frutta verdura in Ciociaria. Rispetto allo scorso anno, tra gli alimentari, sono aumentati solo i prodotti in scatola e quelli surgelati. Dai dati rilevati ieri nei tre più grandi centri commerciali del capoluogo, è emerso che frutta e verdura costano dall`8 al 71% in meno rispetto al 18 settembre dello scorso anno. Il calo maggiore è quello dei pomodori rossi: -71% a Panorama, -67% al Globo. A seguire le zucchine, passate da 3,49 euro a 1,29 (-63%) al Globo, da 2,99 a 1,19 (-61%) a Carrefour e da 2,79 a1,49 (-47%) a Panorama. Stessa sorte per lattuga, peperoni, fagiolini (-54% a Carrefour), pesche, pere e cipolle. “I prezzi ortofrutticoli – spiega Gerardo Pinto, della Confesercenti – sono scesi, ma non è ancora abbastanza. Nei mercati generali frutta e verdura vengono spesso cestinate perché rimangono invendute sui banchi“. Nel settore ortofrutticolo, sono in salita solo le patate, aumentate del 78% a Panorama e del 60% a Carrefour. Aumentano drasticamente in alcuni casi i prodotti in scatola, come la maionese (+41%) e i sofficini (+28%). Raddoppiati addirittura i costi della colazione al bar: «Un cappuccino e un cornetto – osserva Mariapia Datti, dell`Adiconsum – costano tra 1,50 a 3 euro, a seconda dei bar».
Ma sono altri i settori causa della inflazione in Ciociaria. In testa la spesa per la scuola, che nell`ultimo anno è aumentata del 24%. E poi i servizi bancari (+15,8%), i trasporti (+10,5%), la salute (+10,4%), l`abbigliamento (+7,9%), le bevande (+6,7%) e la polizza auto (+6,2%). Ma anche Ici e Tarsu. «Negli ultimi 10 anni, d`altra parte – osserva il senatore Oreste Tofani – le tasse locali sono aumentate del 173%».
«Ci troviamo in una situazione critica – tuona Gianni Nardone di Federconsumatori – Frosinone è stata inserita tra le città campione per una indagine nazionale, svolta dall`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons) sulla spesa annua di ciascuna famiglia. Il risultato è che, rispetto al 2003, si spendono 1.612 euro in più. Quello che mi preoccupa maggiormente è che c`è un forte calo del consumo di medicine e di libri. Che città è una città che non legge e non si cura?».

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