29 Aprile 2008

Ortofrutta, filiera pesante. Ricarichi fino al 300%

Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all`origine dei prodotti ortofrutticoli. Questa almeno è la tesi emersa nel corso della tavola rotonda organizzata da Coldiretti a Verona Mercato – moderata dal giornalista Mario Puliero – cui non hanno tuttavia partecipato i rappresentanti dei grossisti e degli esportatori scaligeri. Ma “siamo soddisfatti“, spiega Damiano Berzacola, presidente di Coldi-retti Verona, “perché la tavola rotonda è stata, per la prima volta, un confronto costruttivo tra operatori di una filiera complicata e tortuosa“. Tanto complicata e tortuosa che i ricarichi, relativi a “beni di prima necessità“, arrivano mediamente al 200% e “se gli intermediari tra produttore e consumatore sono tre o quattro si arriva anche al 294%“. Il capo area Azione economica di Coldiretti Pietro Sandali non usa mezzi termini: “La filiera dell`ortofrutta affronta problematiche nuove con una struttura vecchia. Burocrazia, normativa, molteplicità di operatori che non si sa bene che tipo di servizio offrano, tranne che quello per il proprio mantenimento… Sono questi i problemi che porteranno il settore a un declino certo“. E poi: “Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori, a tutti i livelli. Facciamo un esempio concreto: una struttura come Veronamercato dovrebbe servire l`intera provincia di Verona: a che servono gli altri mercati minori? Analogamente: in Italia vi sono decine di catene tra distribuzione organizzata e grande distribuzione. Negli altri paesi europei, mediamente, se ne riscontrano cinque o sei“. Berzacola si è rivolto direttamente a Fausto Bertaiola, presidente di OpCop, Consorzio ortofrutticolo padano, chiedendo “se non si possa fare qualcosa per rinnovare e diversificare i servizi che i mercati alla produzione offrono“. Daniela Giangiulo, dell`Autorità garante della concorrenza, ha spiegato che nei micro-mercati (che abbondano nelle 267 filiere italiane dell`ortofrutta esaminate nell`Indagine Ic28 presentata proprio ieri) esiste un`asimmetria informativa tra acquirenti e venditori, dove si possono annidare sacche di speculazione. “Se non c`è un luogo fisico in cui si concentrino le contrattazioni, dove circolino le informazioni su qualità, quantità e prezzi, c`è il rischio che il venditore si possa approfittare della non conoscenza del compratore“. E il ruolo di formazione “trasparente“ dei prezzi è stato rivendicato dal direttore di Veronamercato Paolo Merci, che ha spiegato come i suoi tecnici ogni giorno redigano un listino sulle 300 referenze disponibili nei posteggi. Listino che è disponibile on-line. È, in ogni caso, l`ultimo anello della filiera, quello che meglio conosce abitudini ed esigenze dei consumatori e anche l`unico su cui ricadono le speranze di correzione dell`inefficienze nei meccanismi di formazione dei prezzi, secondo l`Antitrust: la distribuzione organizzata. Con margini, però, comunque ridotti. “Per le mele contratto con tre realtà, tra grossisti e consorzi di produttori“, ha affermato Marco Varalta della Commerciale Brendolan (marchio Famila), “e per altri tipi di verdura, come le zucchine, debbo confrontarmi con decine di persone perché nessuno è in grado di rifornire la catena delle quantità necessarie“. E all`origine dei disagi della distribuzione con i produttori locali anche la qualità e la categoria di frutta e verdura offerta che differisce sensibilmente da quella richiesta. Di fronte al puntuale elenco delle pecche della filiera Stefano Fanini (Codacons Veneto) ha chiesto che si faccia più outing perché i consumatori inizino a cogliere l`entità del problema: “Si potrebbe anche iniziare a separare fisicamente, nei banchi dei supermercati, i prodotti di stagione dagli altri“, ha detto, “in modo che chi acquista si possa rendere conto di quanto spende e, soprattutto, di come spende“. In attesa di risposte concrete, arriva la proposta del Comune di Verona. “Occorre dare spazio a produttori e operatori in città: lo faremo“, ha annunciato l`assessore Enrico Corsi, “aprendo due mercatini entro il 2009, uno in Borgo Venezia e un verso Borgo Roma“.

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