23 Febbraio 2008

ORTOFRUTTA E PESCE, RINCARI FINO AL 100%

Ortofrutta e pesce: acquistarli a Salerno costa più che nel resto d’Italia. E le associazioni dei consumatori insorgono: "È colpa degli speculatori, ma anche delle istituzioni che latitano e non fanno nulla per mettere un freno al problema". Ha più di un diavolo per capello Lello Sepe, presidente dell’Adoc: "Si stenta a capire – tuona – che l’aumento dei prezzi è un’emergenza sociale al pari dei rifiuti. Bisogna intervenire con la massima urgenza, senza ulteriori sottovalutazioni". L’allarme nasce dagli ultimi rilievi dei volontari del Vico: i "vigilantes" che, per conto dell’Adoc, mantengono un monitoraggio costante dei prezzi in città. Ebbene, nei rilevamenti di febbraio, ultimati ieri, è venuto fuori che molti generi alimentari a Salerno sono aumentati più che in qualsiasi altro posto in Italia. Sul banco degli imputati l’Adoc mette appunto ortofrutta e pesce: "Siamo ben al di sopra dei dati nazionali, che pure denunciano rincari anomali, fuori da ogni logica". A Salerno, appunto, per l’Adoc va anche peggio. Qualche esempio? "Le zucchine – risponde Sepe – che in molti punti vendita hanno ormai toccato i 6 euro al chilo. Il doppio rispetto a dicembre. O le carote, rincarate del 30% in meno di due mesi, e la frutta in genere, dove gli aumenti sono del 7-8% con punte del 30% per le clementine". Le cause dei rincari. L’Adoc non ha dubbi: speculazione. O anche peggio "Non ci sono ragioni plausibili. Ma c’è un dato che negli ultimi rilevamenti ci ha sopreso: i rincari stavolta sono generalizzati, toccano i negozi come gli ipermercati e i mercatini rionali". La spiegazione? "Gli esercenti fanno lobbie, e chi ne paga le spese è il consumatore". Quale allora la soluzione per il consumatore? L’Adoc bacchetta soprattutto le amministrazioni locali: "I dati raccolti con i nostri monitoraggi – dice Sepe – potrebbero localmente supportare non poco gli enti nella pianificazione degli interventi di sostegno alle famiglie. Invece qui ci si perde in panierini (quello immaginato dal Comune per il periodo natalizio, non andato a buon fine, ndr), che come da previsioni sono abortiti: l’unica cosa che hanno dimostrato è che gli imprenditori qui hanno altri riferimenti, altre idee ed altra moralità rispetto a chi vuol tendere una mano al consumatore. Piuttosto che perdere tempo in simili iniziative, l’amministrazione comunale bene farebbe a pianificare interventi più seri, e più concreti, a sostegno dei consumatori".  Anche il Codacons ha nei giorni scorsi rilevato rincari fuori dalla norma, paragonati a quelli di appena qualche giorno fa. Le oscillazioni sono esponenziali e del tutto ingiustificate: "È il caso ad esempio di prezzemolo e sedano, venduti ieri ad un euro. Il doppio rispetto a qualche giorno fa. I negozianti se la sono presa col gelo. Ma ormai ogni scusa è buona". "Che dovremmo fare? – replica l’assessore all’Annona, Riccardo Fiore – posto che siamo in un libero mercato? Il paniere non è fallito per colpa nostra. E gli interventi andrebbero pianificati a livello centrale. Purtroppo sono aumentati gasolio, energia elettrica e gas: prevedibile il loro ricarico sui prezzi finali al consumo".

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