16 Gennaio 2002

Ortaggi a peso d?oro: denunce in Procura

L?impennata dei prezzi per frutta e verdura allerta il Codacons. Il fenomeno preoccupa anche Coldiretti

Ortaggi a peso d?oro: denunce in Procura

MILANO – Prezzi triplicati e ortaggi a peso d?oro. Il fenomeno dell?impennata dei prezzi, aumentati in pochi giorni del 50-60%, finisce sui banchi della magistratura. A ricorrere a dieci Procure della Repubblica, con altrettante denunce per aggiotaggio è stato il Codacons. L?Associazione dei consumatori si è mossa sulla base delle numerose segnalazioni di speculazioni. Le procure interessate sono quelle di Roma, Milano, Bari, Catania, Torino, Salerno, Firenze, Bologna, Genova e Reggio Calabria, alle quali il Codacons chiede di indagare tra banchi di frutta e verdura dei mercati e «punire severamente ogni abuso di scorrettezza dei venditori».
E a muoversi con forza è anche la Coldiretti che, per voce del responsabile economico, Lorenzo Bazzana, allerta tutti consumatori. «E? chiaro che l?aumento dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli dovuto all?eccezionale gelo di questi giorni incide non poco nel portafoglio degli italiani e può avere effetti inflattivi certamente non trascurabili – sostiene Bazzana – saranno perciò gli analisti a dire in che misura questi aumenti avranno contribuito ad un?eventuale ripresa dei prezzi al consumo».

Il fenomeno si presenta comunque a «macchia di leopardo»: in alcune zone d?Italia i danni sono pesanti (come nel ferrarese, dove il gelo si è aggiunto ai danni provocati prima dalla neve) mentre in altre zone molto meno. La Coldiretti invita quindi a vigilare perchè il «rischio speculazione» è alto: «da un?attenta verifica – ha detto Bazzana – abbiamo scoperto che la forbice dei prezzi alla produzione va in questo momento dal 200 alle 1500 lire per ogni chilo di prodotto». Bazzana sottolinena che in diversi casi (mele, pere, zucche) gli aumenti sono ingiustificati, in quanto si tratta di prodotti non più nei campi.

Insomma, sebbene gelo e siccità abbiano ridotto la produzione orticola del 50% con danni per oltre 150 milioni di euro, è vero anche che non può essere giustificato l?innalzamento spropositato dei prezzi, triplicati nel passaggio dall?azienda agricola al mercato all?ingrosso e duplicati dall?ingrosso al dettaglio. E? quanto emerge dall?analisi effettuata proprio dalla Coldiretti sulla forbice dei prezzi tra produzione e consumo, sulla base delle rilevazioni Ismea e Mercati agroalimentari, in gennaio.

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