5 Ottobre 2008

Orrore a Benevento, bimbo muore sbranato da cani randagi

Morsi sul collo, graffi sul viso: è morto così, a nove anni, azzannato da un cane, Mattia Maddalena. È morto, dissanguato, a pochi metri dalla sua abitazione, a Circello, in provincia di Benevento. A trovare il corpo senza vita del piccolo è stato lo stesso padre. Accortosi della sua assenza, poco dopo le 20, è uscito a cercarlo. I Maddalena abitano in una zona di campagna, gestiscono un’azienda di allevamento di bestiame. Dopo pochi minuti ha trovato il piccolo Mattia in una pozza di sangue, in un fondo agricolo, poco distante dal cancello di casa. Forse, ad uccidere Mattia, potrebbe essere stato uno o più cani randagi: tanti i morsi che il medico legale ha ritrovato sul suo corpo. Nessuna traccia di sangue è stata individuata sul pastore maremmano di proprietà della famiglia il che sembra far escludere il coinvolgimento del cane, mentre il servizio veterinario dell’Asl Benevento 1 ha disposto il sequestro cautelativo dei cani di proprietà dei vicini di casa dei Maddalena. La salma di Mattia è stata trasferita in serata all’obitorio dell’ospedale Rummo di Benevento dove nella giornata di oggi verrà eseguito l’esame esterno del corpo del piccolo da parte del medico legale, professor Fernando Panarese. Sempre oggi il magistrato di turno, Urbano Mozzillo, potrebbe disporre l’autopsia. Non è la prima volta che un bambino resta vittima dell’aggressione di un cane: a settembre, a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, una ragazzina di 12 anni, mentre difendeva il suo cagnolino, fu aggredita da un dobermann; ferite al collo, alla gamba, mentre il suo cane fu sbranato. Il dobermann-azzannatore era insieme a un altro cane della stessa razza, al guinzaglio del suo proprietario. Dall’altra parte della strada, la ragazzina con un piccolo meticcio e un gatto. Probabilmente alla vista del felino, uno dei due grossi cani si è liberato scagliandosi contro il bastardino e la bambina, per proteggerlo, lo aveva preso in braccio. Prima ancora, a gennaio di quest’anno, un cane randagio azzannò un bimbo di 9 anni, in provincia di Catania: 35 i punti di sutura. Ed ancora, sempre nel Catanese, a Caltagirone, a marzo un bimbo di quattro anni fu azzannato al collo dal suo rottweiler: in quell’occasione la madre riuscì a salvare il piccolo. Di recente è scattata una denuncia del Codacons, che ribadisce la necessità di una lista nera (sempre più ampia e rigorosa) delle razze potenzialmente pericolose. Di segno opposto, la nuova ordinanza sulle aggressioni dei cani, in corso di stesura al Ministero del welfare: niente più lista e, tra l’altro, guinzagli per tutti i cani a passeggio per strada, indipendentemente dalla razza. A ciò si aggiunge l’ultima sentenza della Cassazione che punta soprattutto sulla responsabilità del proprietario. In sostanza, per la Suprema corte, il padrone di un cane (specie se aggressivo) è sempre responsabile del comportamento del suo animale anche quando lo affida a un’altra persona (compresi i familiari) che, non essendo "la persona dominante", è inadeguata a gestirlo.

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