8 Settembre 2007

Ormai sono saltati tutti i prezzi

ROMA – Ormai sono saltati tutti i prezzi. E ballano anche, come dimostra il test del Messaggero, effettuato in cinque città, su tre prodotti come olio, detersivo liquido e rotoloni. Il bollettino dei ricari, inanto, è sempre più rovente. Bruciano anche i fiammiferi, aumentati del 28 per cento, come denuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Elio Lannutti, alla guida di Adusbef, lancia un vero e proprio allarme: servizi bancari + 3-4% rispetto al gennaio 2006; mutui a tasso variabile + 50% (sempre facendo il raffronto con gennaio dello scorso anno); caffè +15%, pane +20%, pasta +12-18% e biglietti dei treni locali +10%, tutti rincarati negli ultimi sei mesi. E ancora: una cena in pizzeria +120% dal 1 gennaio 2002; viaggi e vacanze +6-7% rispetto all`estate del 2006. Solo i farmaci si salvano dalla scure dei prezzi. Ciliegina sulla torta, i mutui a tasso variabile: in Italia sono i più alti in Europa, per una famiglia anche 700 euro in più in un anno. Su questi presupposti, partecipare allo sciopero della spesa indetto il 13 settembre, secondo le associazioni dei consumatori è per i cittadini un obbligo morale e di sopravvivenza. Perciò fare la spesa è diventato. Evitare i tranelli nell`evitare i tranelli. Un lavoro che pretende una specie di “professionalità“ soprattutto per massaie e pensionati costretti a confrontarsi con portafogli sempre meno ricchi. I prezzi, tutti in salita, sono diventati una giungla pressoché inestricabile, non trascurando che dietro molte offerte cosiddette “convenienti“ si nascondono non pochi tranelli. Per dare un utile orientamento l`Unione nazionale consumatori ha elaborato il “Manuale per una spesa intelligente“, ovvero una sorta di vademecum per i consumatori, ma di fatto di grande utilità anche per chi vende. Contro il caro-vita anche Cittadinanzattiva è scesa in campo con i suoi “50 consigli per spese convenienti“. Per non rischiare di “bruciare“ in pochi giorni pensioni e stipendi, visto che le famiglie italiane faticano ad arrivare alla terza settimana, ecco alcune regole dettate dalle due organizzazioni e da seguire alla lettera: controllare sempre il prezzo, leggere l`elenco degli ingredienti e la data di scadenza esposti su ogni prodotto. Attenzione anche alla denominazione commerciale, mentre è opportuno preferire vini italiani perché quelli esteri possono essere “aggiustati“ con pratiche enologiche vietate nel nostro Paese. Non è tutto. Se si acquista nei mercati rionali, a fine mattinata i prezzi scendono per il timore dell`invenduto. Occhio alla spesa, dunque: i fagiolini costano più della bieta o del cicorione, ma lo scarto è minore; per frutta e verdura di stagione si spende meno perché l`offerta è abbondante; per i salumi e i formaggi venduti già confezionati si spende al chilo molto di più rispetto a quelli venduti al taglio. E visto che i prezzi non scendono, il manuale del consumatore consiglia di controllarli e confrontarli nei vari punti vendita, fare la spesa nei mercati generali all`ingrosso o nella grande distribuzione. Meglio ancora se negli hard-discount, dove si può risparmiare anche oltre il 30% di spesa comprando prodotti che, spesso, dal punto di vista della qualità non sono affatto inferiori a quelli di marca. Nei supermercati, inoltre, è bene procurarsi i depliant con l`elenco dei prodotti venduti sottocosto e delle offerte promozionali. Ma guardarsi dalle offertissime “3 per 2“ o quelle che pubblicizzano sconti oltre il 20% sul prezzo base. “Sono specchietti per le allodole – denuncia Lannutti – perché reclamizzano prodotti alimentari e non, in particolare caffè, pasta, mozzarelle, sottaceti, olive, frutta di stagione e vini, telefoni e fotocamere digitali, che il più delle volte il consumatore non trova più negli scaffali e quindi è costretto ad acquistare merce a prezzo pieno“. E ancora: “Sotto la voce consumi – aggiunge Lannutti – una famiglia italiana di 4 persone ogni anno spende in media 29.000 euro, 6 mila dei quali per la spesa alimentare (pari al 21%). Visto l`andazzo, gli italiani stanno a dieta, ma il rischio è che arrivino a razionare i pasti, come nel dopoguerra“. Carlo Pileri, presidente di Adoc: “Oltre alla vigilanza sui prezzi, raccomando di non lesinare sul tempo“. Intanto qualche segnale in positivo c`è: PamPanorama da lunedì prossimo bloccherà i prezzi su oltre 1000 prodotti, tra i quali latte, burro, farine, biscotti e pane. Ma anche detersivi, prodotti per la casa e l`igiene personale. Per ora.

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