21 Luglio 2017

Orio, le nuove rotte non cambieranno fino a fine agosto

 

Chi non sopporta le nuove rotte di Orio e il frastuono che si è materializzato all’ improvviso sopra le teste di migliaia di persone con l’ inizio delle sperimentazioni, dovrà avere più pazienza del previsto. Per la precisione un mese abbondante in più per sapere che fine faranno i tragitti degli aerei in decollo e atterraggio. Il 26 luglio si sarebbe dovuta riunire la commissione aeroportuale che doveva analizzare la situazione creatasi con la sperimentazione, iniziata il 22 giugno. Invece la riunione è stata rimandata, genericamente, alla fine di agosto. Questo, spiega in una comunicazione Filippo Reitano, responsabile dell’ Ufficio aeroportuale di Bergamo dell’ Enac, per la «necessità di acquisire le informazioni richieste ai vettori, non ancora pervenute, e alla attuale indisponibilità di dati relativi al monitoraggio dell’ inquinamento acustico». Insomma, si sa che il rumore c’ è ma non si sa esattamente quanto sia, visto che le compagnie aeree non hanno inviato i relativi dati, «anche in considerazione del breve lasso di tempo trascorso dal 22 giugno». Non resta quindi che rinviare tutto di un mese, nella speranza che in pieno agosto si riescano a raccogliere e inviare i dati richiesti. È stata invece confermata la scadenza di ieri per la presentazione di osservazioni e suggerimenti sul documento che servirà a elaborare il rapporto preliminare ambientale per la procedura Vas da inviare al ministero dell’ Ambiente. Intanto sulla questione delle nuove rotte interviene anche il del Codacons, che annuncia una petizione «per fermare l’ incremento e lo sviluppo di Orio e porre un fermo alle devastanti conseguenze che potrebbero derivare dal prospettato aumento delle tratte». Il Codacons chiede al sindaco «di consultare i cittadini al fine di arrivare a un accordo». Tutto questo mentre per Orio si avvicina il periodo clou dell’ anno, con il traffico di vacanzieri che si muovono sempre di più in aereo (il 70% del totale). Chi graviterà su Orio può stare tranquillo perché i voli in ritardo o cancellati (disagi risarcibili con rimborsi) sono rari. Lo rivela lAirHelp, società che assiste milioni di passeggeri l’ anno nelle pratiche di rimborso che ha analizzato gli aeroporti italiani più «critici» della scorsa estate. In questa graduatoria Orio è al 7° posto, con 8.812 passeggeri che avrebbero potuto rivendicare risarcimenti per 2,6 milioni.
f.p.d.t.

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