8 Agosto 2016

Orio e l’ aereo fuori pista: la guerra dei rimborsi

Orio e l’ aereo fuori pista: la guerra dei rimborsi
il codacons:
azioni legali contro dhl. la società replica: anche noi danneggiati.
turisti in ritardo per l’ incidente, nessun risarcimento dalle compagnie
aeree

«Non rimborseremo i passeggeri che venerdì hanno perso aerei, partiti regolarmente dallo scalo, per colpa della tangenziale chiusa e del traffico impazzito. Le circostanze eccezionali non dipendono da noi». «Era impossibile arrivare in orario, non c’ erano le condizioni – la protesta di centinaia di viaggiatori rimasti a terra dalle 8,30 alle 14 di venerdì che continuano a protestare anche sui social -. Le circostanze eccezionali per noi non valgono?». Il giorno dopo lo schianto del Boeing Asl Airlines, targato Dhl, è già iniziata la «guerra dei rimborsi». Un vero e proprio groviglio di responsabilità in cui tutti cercano di scaricare le colpe. Alla fine, come capita spesso, rischiano di rimetterci solo i passeggeri. Dalle 8.20 in poi (quando si è ricominciato a volare regolarmente dopo 15 cancellazioni di fila) pur di arrivare in tempo alcuni si sono pure lanciati con il trolley tra i campi, ma in tanti, purtroppo, non ce l’ hanno fatta. «La società Dhl dovrà risarcire i viaggiatori che hanno subito ritardi e disagi – comunica Carlo Rienzi, presidente di Codacons -. L’ incidente ha provocato la chiusura dello scalo per alcune ore e il blocco della tangenziale impedendo così a molti utenti di raggiungere l’ aeroporto o di partire per le destinazioni vacanziere. Ciò ha comportato un evidente danno per quanti dovevano raggiungere le località di vacanza, passeggeri che hanno dovuto rimandare le partenze, perdere coincidenze e ore di villeggiatura. Per tale motivo Dhl dovrà provvedere a risarcire gli utenti danneggiati dall’ incidente. Invitiamo tutti i cittadini coinvolti nella chiusura dell’ aeroporto Orio al Serio e della tangenziale ad avanzare richiesta di indennizzo alla Dhl». «L’ aereo non è nostro – ribadisce Dhl – anche se la scritta sul velivolo può farlo pensare. Per noi la compagnia aerea è un fornitore. Le spedizioni, infatti, vengono compiute o con velivoli di nostra proprietà o con altri charter a noleggio, come in questo caso. Siamo clienti di un servizio e a nostra volta abbiamo subìto un disservizio, dovendo bloccare le spedizioni e dirottare altre consegne su Malpensa». Dhl ha recuperato la merce a bordo del cargo ma non si sa ancora la conta dei danni, cioè quanta se ne sia salvata e quanta sia stata danneggiata. Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio, si limita a dire che la questione è da risolvere tra passeggeri e compagnie aeree. «I voli in questione, indipendentemente dai disagi sulla strada – dicono dalla società – sono partiti regolarmente, quindi Sacbo non risponde di nulla». C’ è lo sportello in aeroporto e il call center telefonico dedicato ai clienti dove si fa leva sulla «carta dei diritti del passeggero». Leggendola attentamente, in effetti, non si prevede alcun diritto al rimborso del passeggero in ritardo quando il volo parte in orario. Anche se viene perso per «circostanze di carattere eccezionale»: come un boeing che finisce lungo e manda in tilt la circolazione attorno all’ aeroporto. «Ci rimettono sempre i passeggeri, non è giusto – sbuffa una turista che ripartiva oggi per Catania e che si è dovuta ricomprare il biglietto senza rimborso -. Mi vengono anche a dire che se facevo l’ assicurazione sul volo non sarebbe successo. Non esiste».
vittorio ravazzini

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox