30 Novembre 2002

Organismi geneticamente modificati nei cibi? Lo dirà un`etichetta

I consumatori italiani ed europei non dovranno più interrogarsi sulla presenza o meno di organismi geneticamente modificati (Ogm) nei cibi e nei mangimi che acquistano. Per saperlo, basterà infatti leggere attentamente l`etichetta.
A gettare le basi di questa vera e propria rivoluzione per consumatori, è stato l`accordo politico raggiunto giovedì dai ministri dell`agricoltura dell`Ue, che impone di etichettare tutti gli alimenti e di tutti i mangimi che derivano o in cui sono presenti Ogm oltre ad una soglia dello 0,9%. Ecco cosa ci sarà scritto sull`etichetta di un prodotto: accanto a ingredienti raffinati (come amido, zuccheri, olii vegetali, emulsionanti a base di ingredienti raffinati) ci sarà scritto «geneticamente modificato», oppure «prodotto da Ogm». In caso di alimenti o mangimi «Ogm free», non ci sarà nessun riferimento accanto agli ingredienti. In Europa esiste l`obbligo di etichettare alimenti Ogm ma riguarda attualmente solo i cibi interamente derivati da materiale transgenico e gli additivi al di sopra di una soglia dell`1%. L`accordo politico raggiunto dai Quindici introduce invece una soglia dello 0,9% (0,5% se si tratta di Ogm non ammessi dall`Ue).
Per i supermercati «Ogm free», dovrebbero ridursi sensibilmente i costi che fino ad oggi sostenevano per garantire filiere private separate per gli alimenti e per i prodotti d`origine animale. Forse ci sarà un impatto sui prezzi al consumo. Saranno etichettati tutti i mangimi e le farine animali, mentre attualmente non lo sono. Questo rappresenterà una garanzia per gli allevatori e permetterà di avere un controllo su tutta la filiera zootecnica in quanto la futura normativa non impone l`etichettatura su uova, latticini e carni. Nulla impedisce però ai negozianti di farlo.
Sarà possibile risalire alla presenza di Ogm nei cibi tramite un sistema europeo di «tracciabilità» che, come un certificato d`origine, segue la vita di tutti gli alimenti nelle varie fasi della catena alimentare, dal campo alle vetrine dei negozi. Il sistema di tracciabilità, da cui dipende poi l`etichettatura dei prodotti Ogm, potrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri dell`ambiente dell`Ue nella prossima sessione ministeriale in programma il 9 e 10 dicembre. Lo zero assoluto per gli Ogm nei cibi non è possibile in quanto lo «zero tecnico» (il livello oltre il quale i risultati dei test sono sicuri) è pari allo 0,1%. L`accordo entrerà in vigore non appena verrà completata la procedura decisionale da parte delle istituzioni europee. La parola infatti, dopo l`intesa al Consiglio Ue, passa nuovamente al Parlamento europeo e nelle migliori delle ipotesi una decisione finale potrebbe essere raggiunta prima dell`estate.
Un accordo per «salvare le multinazionali» in particolare quelle che producono alimenti per lattanti. E` questa la reazione delle associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef e Federconsumatori sull`intesa raggiunta a Bruxelles. Per le multinazionali – sottolineano le associazioni in una nota – la legislazione italiana risulta più protettiva dei consumatori mentre l`accordo europeo non tiene conto delle necessità di proteggere i minori di 3 anni dai rischi collegati all`utilizzo di sostanze Ogm.
Critica anche Legambiente, per la quale «l`Accordo Ue stabilisce di fatto la contaminazione del mercato alimentare europeo». «Tollerare lo 0.5% di Ogm non autorizzati – commenta l`associazione – apre una falla nel mercato e nella tutela della salute pubblica, a tutto vantaggio delle industrie biotecnologiche». «Un accordo – spiega Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – che contrasta con la volontà del Parlamento e che produrrà danni. A rimetterci saranno i consumatori e l`agricoltura di qualità». Neppure la soglia dello 0.9% soddisfa Legambiente: «Una scelta compromissoria».

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