6 Agosto 2003

Ore frenetiche in casa Virtus

Dorigo e Clô volano
in missione a Roma

Sabatini ci riprova



Ore frenetiche in casa Virtus. Ore frenetiche per cercare di salvare il salvabile. Che tradotto in soldoni significa poi fare il massimo ? e forse qualcosa di più ? per mantenere due squadre a Bologna, per avere quel derby che tutta Italia ci invidia.
La diffida. Il primo atto, dopo la revoca dell`affiliazione da parte della Fip, è stata una diffida. Una diffida presentata a Federazione e Lega basket, affinché in questo periodo evitino di disporre del titolo sportivo. Quel titolo sportivo che, spiega una nota della Lega basket, sarà assegnato dopo il 13 agosto. Ci sarà tempo fino a mezzogiorno, di quella data, per presentare la richiesta di prender pare alla serie A della prossima stagione.

Il ricorso al Tar. Contestualmente, però, lo staff dei legali bianconeri ? partendo dalle contraddizioni ripetute dal presidente della federazione Maifredi (che non si dimette, nonostante richieste in tal senso arrivino dal suo stesso Consiglio) ? sta predisponendo la linea difensiva. Anche in questo caso si tratta di una lotta contro il tempo, per presentare la documentazione necessaria entro venerdì e ottenere così la «sospensiva».

Viva la palla ovale. C`è un precedente, però, che potrebbe riaprire uno spiraglio per la Virtus, indipendentemente dall`esito del ricorso al Tar. Un precedente che riguarda il rugby e una società che, morosa nei confronti dei propri associati, fu sbattuta fuori dalla federazione, per non aver corrisposto i pagamenti dovuti nei tempi necessari. Quella stessa società ? ed è su questo, per esempio, che lancia la sua sfida Giampiero Hruby, diesse bianconero ? riuscì, dopo l`esclusione, a saldare le proprie pendenze nell`arco di tre giorni. Quel club, poi, fu iscritto al campionato.

Le altre piste. Quella del rugby è una delle tante piste delle quali si continua a parlare, in queste ore. Ma in aggiunta al ricorso del Tar ci sarebbe pure un`altra strada. Quella di un industriale o un gruppo di industriali (la famosa cordata) capace di rilevare la proprietà di Castel Maggiore. O di entrare in società, aumentando il capitale, con Flavio Tudini, numero uno del Progresso. A quel punto la società di Castel Maggiore potrebbe chiedere di essere presa in considerazione dalla Lega. E il derby rappresenta un evento per una pallacanestro che, comunque vadano le cose, esce indebolita da questa vicenda. E il Bignami in serie A potrebbe poi recuperare alcuni simboli bianconeri (Tudini permettendo).

Dorigo e gli altri. Ma ci sono altri che in queste ore si stanno muovendo per salvare la V nera. Si parla di Roberto Dorigo, che per la Virtus, con i marchi Knorr e Kinder (che spunti fuori un`altra K dal suo incredibile cilindro?), è stato qualcosa di più di un semplice sponsor. Dorigo, accompagnato da Alberto Clô, avrebbe raggiunto Roma, per discutere con Gianni Petrucci, numero uno del Coni. Un Petrucci al quale ? se la memoria non ci inganna ? Cazzola donò l`oro alla patria. Quando Alfredo, allora patròn, lasciò partire Ettore per andare, per un quadriennio, in nazionale.
Il gruppo Sabatini. Claudio Sabatini, titolare dell`omonimo Gruppo, si è fatto nuovamente avanti. Ha preso carta, penna e calamaio e ha scritto a Fip e Lega. Dicendosi pronto ad acquisire eventuali diritti sportivi. Per mantenere comunque salda la tradizione del basket in questa città. «Ritengo ? dice Sabatini ? che una volta di più vada rilanciato il progetto dell`azionariato popolare. Perché una città e una tifoseria non diventino ostaggio di un proprietario».

Le altre prospettive. La Virtus, visto revocata l`affiliazione, potrebbe non esistere più, almeno per la federazione. O potrebbe decidere di svolgere solo attività giovanile. Sono tanti i tecnici di valore che operano in questo settore. E che in questa stagione hanno raccolto risultato eccezionali. O ancora la palla potrebbe finire nelle mani della casa madre, che non ha più vincoli diretti con la sezione autonoma basket. Ma che dispone del marchio. Questo non significa che la casa madre intenda commercializzarlo ma, piuttosto, affidarlo a un gruppo o a un imprenditore di provata fede. E dopo un anno di purgatorio (ma quanto sono lunghi 365 giorni?) ripartire da una società che, sulla falsariga del Bologna di Gazzoni, potrebbe chiamarsi Virtus 1871.

Il nodo del 13 agosto. Così, mentre dal Comune e dall`assessore Foschini parte la richiesta per un ulteriore spostamento concesso alla Virtus,restano i problemi aperti dal Consiglio federale dell`altro giorno. Fausto Deganutti, ex arbitro, nonché componente del consiglio, solleva il tema dell`incompatibilità con il presidente Maifredi.

Maifredi vattene. «Alla Virtus sono legato ? rileva Deganutti ? perché come fischietto ho esordito proprio con questo club. Noi non potevamo fare altrimenti. La Virtus avrebbe dovuto pagare prima. Ho letto dichiarazioni diverse da parte del presidente federale. Che in sua presenza la decisione del Consiglio sarebbe stata diversa. Mi auguro che sia stato male interpretato. O che non si sia spiegato bene. Perché se quello fosse il suo pensiero non vedrei altre alternative. O il Consiglio, che la pensa diversamente, se ne va, oppure è lui a doversene andare».

Becirovic e il Codacons. Detto che nella vicenda entra il Codacons, che in una nota, invita Madrigali a non pagare il giocatore (l`associrazione, che dice di schierarsi dalla parte dei tifosi, non pare aver capito i motivi dell`esclusione del club), ci sono le parole dei legali di Sani. Che chiamano in causa il comportamento e la mancata vigilanza di Fip e Lega negli ultimi mesi. Fip che, in un comunicato, precisa che la fideiussione bianconera, per essere considerata valida, avrebbe dovuto essere di tipo bancario.

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