7 Febbraio 2012

Ore decisive per la libertà di Schettino

Ore decisive per la libertà di Schettino

Naufragio del giglio, udienza al tribunale del riesame: entro giovedì il verdetto pubblicato l´avviso per convocare le possibili parti offese per il 3 marzo al teatro moderno di grosseto.
 

Una persona pericolosa, che potrebbe fuggire per non essere condannata a pene pesantissime e inquinare le prove o un capitano incapace di fare ancora del male perché nessuno gli darà più in mano una nave. Chi è Francesco Schettino? Cerca di chiarirlo il tribunale del riesame di Firenze, al solo scopo di decidere se per lui vada ancora applicata una misura cautelare e quale. Ieri a Firenze si sono scontrate le tesi della procura di Grosseto e degli avvocati difensori. La prima ritiene che gli arresti domiciliari disposti dal gip siano troppo poco e vorrebbe che Schettino tornasse in carcere, dove era stato messo subito dopo il naufragio della Costa Concordia. I secondi sono convinti che non ci sia pericolo di fuga o di reiterazione, cioè ripetizione, del reato. E vogliono che il comandante torni libero. I giudici si sono riservati la decisione, annunciando che arriverà entro giovedì. Non è però escluso che possa essere pronta già oggi. Accusa e difesa ieri mattina hanno ripetuto le loro prese di posizione nel corso di una udienza lunga e superblindata, protetta dai giornalisti con un cordone di forze dell´ordine schierato in via dell´Agnolo. Secondo i pm, Schettino voleva scappare, lo rivelerebbero le intercettazioni ambientali fatte nella caserma dei carabinieri poco prima dell´arresto in cui l´indagato dice di voler cambiare vita. Inoltre da parte sua ci sarebbe stata la volontà di inquinare le prove, perché avrebbe cercato di impossessarsi della scatola nera della nave. Queste due esigenze cautelari non erano state ravvisate dal gip che aveva messo il comandante ai domiciliari per il pericolo di reiterazione del reato, la terza condizione per cui possono essere disposte misure cautelari. La procura, che chiede il ritorno in prigione per Schettino, ieri ha spiegato al riesame di ritenere ancora esistenti le condizioni per la carcerazione. Gli avvocati Bruno Leporatti e Salvatore Parascandola hanno invece ripetuto che nessuna esigenza cautelare è presente, in particolar modo quella rimasta dopo la decisione del gip: la reiterazione del reato. Schettino non può più comandare una nave, nessuno gliela affiderebbe, e oltretutto la stessa Costa Crociere alcuni giorni fa lo ha sospeso. Ieri intanto sono iniziate sui mezzi di comunicazione e sul sito della Regione Toscana le pubblicazione dell´annuncio pubblico disposto dal gip per l´incidente probatorio che si svolgerà al Teatro Moderno di Grosseto il 3 marzo. Servono ad avvertire tutte le persone offese del naufragio, oltre 4.200 tra passeggeri e personale di bordo, più la stessa Costa Crociere e il Codacons. In quell´occasione verranno analizzate le registrazioni della scatola nera della Costa Concordia. Visto che molte delle persone a bordo erano straniere, sono state avvertite anche le rappresentanze consolari perché diano la comunicazione dell´incidente probatorio nei Paesi. Al Giglio, intanto, tutte le operazioni sono ferme a causa maltempo. Sia quelle preliminari al prelievo del carburante dai serbatoi, si quelle di ricerca dei dispersi, ancora 15, nelle zone non sommerse della nave. Il pontone, cioè la chiatta, delle aziende Smit e Neri, ha lavorato per qualche ora solo domenica, quando mare e vento lo hanno permesso, poi si è fermato di nuovo. Mancano ancora due valvole da installare sull´esterno dei serbatoi prima di poter avviare l´aspirazione. La nave da qualche giorno, cioè dal primo di febbraio, ha ridotto la portata i suoi spostamenti, sempre presenti. Ieri sono stati dell´ordine di 1-2 millimetri all´ora. Segno che le onde e il vento, ieri c´è stata una mareggiata, non avrebbero un´influenza particolare sui movimenti della Costa Concordia. Arpat e Ispra continuano il monitoraggio sulla presenza di inquinanti, che non sarebbe preoccupante. 
  
 
 
 

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