8 Settembre 2018

Ordine dei medici Buscema si dimette «Respingo le accuse»

Giuseppe Bonaccors iIl presidente dell’ Ordine dei medici, prof. Massimo Buscema, si è dimesso ieri dall’ incarico conferitogli alcuni anni fa. Buscema ha spiegato in una lettera i motivi che lo hanno spinto a lasciare la carica. Nonostante le sue dimissioni la polemica non sembra affatto sopita, perché in una nota il Codacons lancia un nuovo appello affinché anche gli ultimi consiglieri ancora in carica abbandonino l’ incarico per permettere il rinnovo di tutto l’ organismo. Buscema nella sua nota di dimissioni irrevocabili spiega che «le settimane scorse hanno visto un crescendo di iniziative contro l’ Ordine che ho avuto l’ onore di presiedere e che ho servito con entusiasmo e sacrifici personali e familiari. Tali iniziative si sono spinte sino alla richiesta di commissariamento dell’ Ordine e sempre avendo ad oggetto la mia persona. Respingo tutte le insinuazioni e le calunnie; spero che analogo risalto mediatico sarà dato allorquando le opportune sedi giudiziarie accerteranno l’ assenza di ogni responsabilità a mio carico e che in quell’ occasione chi oggi mi accusa quantomeno riconosca di aver sbagliato. Ma non posso permettere che l’ Ordine venga coinvolto nelle mie vicende personali. Appunto per evitare ogni personalizzazione mi sono deciso a fare il passo indietro già annunciato al Consiglio con la convocazione della seduta del 23 luglio, poi non svolta, e a dimettermi da presidente». «Le elezioni suppletive, già indette – continua Buscema – consentiranno al Consiglio di riavere presto la sua piena funzionalità senza attendere un commissariamento che non potrebbe fare altro appunto che indire e gestire la fase elettorale. La ricostituzione del Consiglio porrà fine a tutte le polemiche, anche perché il momento elettorale è quello in cui si manifesta appieno la dinamica democratica che caratterizza gli Ordini professionali. Nel frattempo la rappresentanza legale dell’ ente e la sua gestione sono assegnate al consigliere anziano, come è principio generale per tutti gli organi collegiali. Egli le svolgerà senza alcun atto di preposizione, in virtù della semplice regola del decanato». «Sento il dovere – conclude la nota – di ringraziare tutti i colleghi dell’ Ordine di Catania: i medici chirurghi e gli odontoiatri con i quali si sono condivise tante iniziative e al cui sostegno devo l’ entusiasmo profuso in questi anni, e i consiglieri la cui collaborazione è stata decisiva in questi anni e che ringrazio uno ad uno, compresi i consiglieri che solo di recente – e in maniera ovviamente legittima – hanno assunto posizioni diverse dalle mie».I consiglieri di cui parla chiaramente il presidente uscente sono alcuni medici che non hanno condiviso la sua linea adottata su alcuni argomenti delicati, compreso quello dell’ acquisto della nuova sede dell’ Ordine. E in una nota diffusa ieri i consiglieri Emanuele Cosentino, Lucio Di Mauro, Rosalia Lo Gerfo, Alfio Pennisi e Antonio Rizzo stigmatizzano proprio l’ atteggiamento del presidente dimissionario e si augurano che l’ Ordine ritrovi quella serenità che sembra aver perso. E nella stessa nota comunicano di avere accettato l’ accorato invito proveniente da molti colleghi, rendendosi disponibili a una candidatura con la lista “Salvi-amo l’ Ordine”.Intanto proseguono le procedure di commissariamento dell’ organismo catanese, come deciso dal ministero pochi giorni fa. Nella nota dell’ ufficio di Gabinetto del ministro Giulia Grillo si legge che «le accuse di abuso d’ ufficio, diffamazione, rifiuto e omissione di atti d’ ufficio per avere (Buscema), nella sua qualità di direttore del reparto di Diabetologia e malattie endocrino-meteboliche del Cannizzaro, offeso un paziente affetto da una grave patologia, rafforzano la convinzione di questo ministero che l’ Ordine non sia ormai in grado di assicurare il proprio regolare funzionamento amministrativo. Per questo – conclude il ministero – si ritiene che esistano i presupposti per procedere alla procedura di commissariamento dell’ ente». A questa disposizione si è opposta la federazione nazionale degli Ordini dei medici, che ha rigettato la disposizione di commissariamento dell’ ente medico catanese. La federazione stigmatizza anche il fatto che a breve si terranno le riunioni per la surroga dei consiglieri dimissionari, che si terranno il 22, 23 e 24 settembre. Saranno tre giorni di alta fibrillazione a conferma che la battaglia per le dimissioni si è conclusa, ma la guerra ai vertici dei medici catanesi sembra destinata a continuare.
giuseppe bonaccorsi

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