Ordinanza antipipì, il Codacons ricorre
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fonte:
- Il Piccolo
Il Codacons si schiera al fianco delle vittime dell’ordinanza antipipì. Il presidente regionale, l’avvocato Vitto Claut, si è infatti fatto carico di predisporre il primo ricorso che contesta la multa prevista dal provvedimento del sindaco Dipiazza, entrato in vigore nel settembre del 2008. Ad affidargli l’incombenza è stato un ragazzo bresciano, M.U. le sue iniziali, sorpreso a lordare il suolo pubblico in centro città alle 2.20 della notte del 23 maggio scorso. Il giovane era venuto a Trieste a trovare alcuni amici e aveva trascorso una serata in compagnia, conclusa suo malgrado con un’impellente necessità fisiologica da 500 euro. A tanto, infatti, ammonta la multa per chi viene colto a fare la pipì per strada. Sorpreso e amareggiato, M.U. ha deciso di rivolgersi allora al Codacons, il coordinamento delle associazioni che tutelano i consumatori. I referenti gli hanno fornito le informazioni richieste e l’avvocato Claut ha accettato di impegnarsi in prima persona per dare battaglia alla sanzione e quindi all’ordinanza. Nelle prossime settimane, il documento arriverà al giudice di pace di Trieste. Claut, peraltro, è un personaggio noto alle cronache, non solo per il suo ricorso contro l’interruzione dell’alimentazione a Eluana Englaro ma anche – notizia risalente a qualche anno fa – per la sua volontà di farsi ibernare in Arizona subito dopo la morte. L’avvocato pordenonese baserà la sua tesi su alcuni punti chiave: «In primis – spiega – sull’evidente disparità fra la gravità dell’atto del mio cliente, che è minima, e l’esagerato importo della multa. Inoltre, e questo è l’aspetto più eclatante, il ragazzo è stato indotto a fare la pipì all’aperto dall’assenza di alternative in zona. Nei dintorni, infatti, non c’erano bagni pubblici: la responsabilità è quindi del Comune, che causa tale situazione. Poi, i locali erano chiusi e, in ogni caso, se una persona entra in un esercizio pubblico solo per andare ai servizi, i gestori possono anche legittimamente chiederle di uscire. Inoltre, il giovane non avrebbe nemmeno potuto andare a casa rapidamente, visto che i suoi amici abitano a un chilometro e mezzo dal centro. Si tratta di un’ordinanza che, a mio avviso, è anche contraria all’articolo 3 della Costituzione». Che, per completezza, recita: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
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