Ordina acqua, gli servono brillantante: è grave
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fonte:
- Libero
nUn uomo è entrato in un bar intorno a mezzogiorno, a Castrignano del Capo, Comune di 5mila abitanti nel sud della Puglia, ha chiesto un bicchiere d’ acqua per prendere un farmaco ed è bastato un attimo: si è sentito male, ha vomitato ed è svenuto. Trasportato d’ urgenza all’ ospedale Cardinale Panìco di Tricase, è stato sottoposto a un intervento chirurgico durato cinque ore. L’ uomo, un imprenditore di 28 anni, S.M., non è ancora fuori pericolo. È ricoverato nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata. Secondo il primario di Chirurgia generale che ha eseguito l’ operazione, Massimo Giuseppe Viola, se il giovane dovesse sopravvivere, non potrà più alimentarsi normalmente e dovrà anche sottoporsi ad altri complessi interventi chirurgici. I tessuti hanno subito un’ ustione chimica interna che in pochi istanti ha necrotizzato le pareti dello stomaco, tanto che al giovane è stato asportato lo stomaco e parte dell’ esofago. I carabinieri della compagnia di Triacase cercano di capire com’ è andata la vicenda: pare che al giovane sia stato servito per errore un bicchiere contenente brillantante per lavastoviglie, liquido incolore facilmente confondibile con l’ acqua. Il detersivo sarebbe stato travasato da uno dei baristi in una comune bottiglia d’ acqua. Il barista, poi, avrebbe lasciato il contenitore vicino al bancone. Un altro dipendente del locale- secondo indiscrezioni, una ragazza che conosceva benissimo il 28enne – avrebbe involontariamente versato la sostanza nel bicchiere del cliente. La giovane avrebbe raccontato di aver versato il contenuto della bottiglia senza sapere quale fosse il contenuto. Come atto dovuto, il pubblico ministero Donatina Buffelli ha aperto un fascicolo per consentire lo svolgimento degli accertamenti: escluso il dolo, i carabinieri procedono per lesioni personali colpose gravissime. Dopo l’ ispezione nel bar eseguita dai Nas di Lecce e dal personale del Sian (Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione), è stato emesso un provvedimento di sospensione dell’ attività commerciale: i militari, infatti, hanno riscontrato violazioni di carattere igienico-sanitario e altre irregolarità. Sulla questione si è espresso anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che ha lanciaot un appello: «Chiediamo una legge nazionale che imponga ai pubblici esercizi di colorare detersivi, acidi e sostanze liquide potenzialmente pericolose con colori accesi, in modo da renderle immediatamente riconoscibili e distinguibili dall’ acqua». «È l’ ennesimo episodio di avvelenamento», continua Rienzi, «che allunga l’ elenco di soggetti che hanno subito lesioni fisiche dopo aver bevuto acqua in un pubblico esercizio». COS.CAV. riproduzione riservata.
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