30 Gennaio 2014

Ora è vera bufera.

Ora è vera bufera.

Ora è vera bufera. Per l’ installazione, l’ opera d’ arte esposta da mesi al Circo Massimo senza alcuna autorizzazione, il Comune rischia l’ incriminazione per “omissioni di atti d’ ufficio, omesso controllo e vigilanza e violazione del Codice dei beni culturali”. A fare lo sgambetto è il Codacons che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Intanto il Comune di Roma, dopo la figuraccia planetaria corre ai ripari: “Al momento abbiamo delimitato l’ area dell’ opera con il nastro quindi di fatto e’ sotto sequestro ed entro 24 ore sara’ rimossa”. Cosi’ l’ assessore alla Cultura, Flavia Barca, a margine della giunta, in merito all’ installazione al Circo Massimo. “E’ prevista, ovviamente, una multa fosse solo per i costi che l’ amministrazione dovra’ sostenere per la rimozione. Ora mi occupero’ di contattare l’ artista e di incontrarlo per capire da cosa nasce questa idea”, ha concluso Barca. Ma i problemi non finiranno col sequestro. Scrive il coordinamento dei consumatori: “Non solo siamo di fronte ad un evidente abuso, del quale il Comune deve assumersi la piena responsabilità sul fronte della evidente omissione di controlli e vigilanza, ma la vicenda porta alla luce anche un grave paradosso che sottolinea le carenze nella tutela dei beni culturali della capitale – afferma in una nota il Presidente Carlo Rienzi – di recente, infatti, è stata presentata alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma una iniziativa culturale (denominata ‘Vadis al Maximo’) volta proprio a valorizzare il Circo Massimo e realizzare un evento di particolare interesse per la città e per i turisti, attraverso la rievocazione storica dell’ Impero Romano, con il ripristino della Corsa delle Quadrighe. Ebbene, un simile evento, chiara manifestazione e forma di espressione del patrimonio storico e artistico della nostra civiltà, è stato ingiustificatamente ritenuto dalla Soprintendenza incompatibile con la natura dei luoghi” “Un comportamento assolutamente schizofrenico – prosegue Rienzi – perché da una parte si tollerano installazioni abusive di dimensioni abnormi al Circo Massimo, senza accorgersi di nulla per mesi, e dall’ altra la Soprintendenza impedisce senza alcuna valida motivazione eventi tesi a valorizzare la stessa area”.

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