16 Ottobre 2007

Ora sul caro-pane indaga l`Antitrust

Denuncia di Altroconsumo, Finanza nella sede dell`Unione panificatori
Ora sul caro-pane indaga l`Antitrust


Il sospetto: “Cartello tra le aziende“ Sul caro-pane interviene l`Antitrust. L`Autorità garante della concorrenza e del mercato ieri mattina ha notificato all`Unione panificatori l`apertura di un`istruttoria sul recente aumento del pane. Tre funzionari dell`ente di controllo con due marescialli della Guardia di Finanza hanno visitato gli uffici di via Properzio 5 dopo la denuncia di Altroconsumo. La loro indagine dovrà essere chiusa entro il 18 luglio 2008. “Gli incrementi sono ingiustificati, e la diffusione su Roma e provincia di un listino prezzi uguale per tutti equivale a un cartello, in piena violazione alla legge numero 287 del `90 sulla concorrenza “, spiega Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. La decisione di “adeguare“ le tariffe era stata presa il 24 settembre scorso, durante l`assemblea dell`Unione panificatori di Confcommercio. “è una scelta inevitabile, il costo della farina è salito del 100% in un anno come pure sono cresciuti i costi per luce, gas, carburante, manodopera, tasse. I nostri clienti capiscono“, aveva detto allora al Corriere il vicepresidente nazionale di Assipan Claudio Conti. I nuovi prezzi consigliati furono 2,80 euro al chilo le rosette, 2,40 il pane casereccio, e una maggiorazione dai 30 ai 50 centesimi su tutti gli altri tipi di pane e sui prodotti da forno. “Ma i nostri iscritti non hanno avuto dalla nostra Organizzazione alcuna indicazione sui prezzi, né vi sono mai state intese in tal senso“, precisa Bernardino Bartocci, presidente dell`Associazione panificatori di Roma e provincia, che non è stata oggetto della indagine dell`Antitrust. “Siamo tranquilli. Non possono accusarci di nessun cartello, noi non abbiamo imposto nulla“, dice Luigi Pasquetti, segretario provinciale dell`Unione panificatori. Il punto è che per l`Autorità garante della concorrenza, l`indicazione dell`associazione potrebbe aver indotto un aumento generalizzato uniforme da parte degli oltre 8.000 panificatori che operano nella provincia, e comunque superiore a quello che si sarebbe verificato in sua assenza. “Nella capitale a settembre si è assistito a una impennata del prezzo del pane al chilo che da una media di 2,08 è volato a 2,49. Significa una maggiore spesa pari a quasi 75 euro all`anno, per una famiglia che ne acquisti un chilo ogni due giorni“, aggiungono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Pasquetti, però, insiste: “Ci dicono che il prezzo del grano è fermo dall`85. Ma alla farina e al resto non pensa nessuno? “. E così i panificatori hanno scritto un lettera aperta ai consumatori. “Per le nostre aziende, come per te, sono aumentati i costi di tutte le utenze: acqua, nettezza urbana, luce, gas… Il carburante… Le tasse comunali, regionali e statali continuano a salire… Vogliamo continuare a darti il prodotto migliore al giusto prezzo, nell`assoluta consapevolezza che solo tu puoi garantire la nostra sopravvivenza, perché tu sei e sarai sempre il nostro datore di lavoro“. Hanno violato la legge numero 287 del 1990 sulla concorrenza: questi incrementi sono ingiustificati PAOLO MARTINELLO.

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