28 Maggio 2012

«Ora si usano i risparmi anche per fare la spesa»

«Ora si usano i risparmi anche per fare la spesa»

Ci vorrebbe uno stipendio in più, per molte famiglie comasche, per far fronte a un’ inflazione del 2,9%, come quella registrata dall’ Istat ad aprile. «Una famiglia di 4 persone dovrebbe possedere un ulteriore stipendio di 1.776 euro per mantenere lo stesso livello di vita accettabile dell’ anno scorso – spiega Mauro Antonelli , responsabile provinciale del Codacons -. E ulteriori 996 euro servirebbero a una famiglia con 3 componenti, 884 euro per un nucleo di due persone. Al contrario, i dati ci dicono che, se fino a qualche anno fa in Italia un terzo delle famiglie faticava ad arrivare a fine mese, oggi sono solo un terzo le famiglie che ci arrivano. Pure a Como da novembre 2011, con l’ aumento dell’ Iva, i prezzi di ogni prodotto sono schizzati alle stelle». L’ inarrestabile ascesa dell’ inflazione, iniziata nel 2002 con l’ introduzione dell’ euro, unita ai contraccolpi della crisi, ha già portato parecchie famiglie sul lastrico. «Sono sempre più numerosi coloro che, per continuare a riempire il carrello, devono erodere i risparmi che avevano accantonato fino agli anni Novanta – afferma Antonelli -. Del resto, ad aprile l’ inflazione a livello nazionale sui beni ad alta frequenza, in primo luogo i generi alimentari, ha raggiunto il 4,7%. Si tratta di aumenti pesanti e ingiustificati. Perché, se la domanda scende, l’ indice dei prezzi dovrebbe essere negativo». Contribuiscono in modo massiccio gli aumenti delle accise, che fanno lievitare i costi dei trasporti delle merci, la crescita dell’ Iva, «e – aggiunge Antonelli – la mancata partenza di tutte le liberalizzazioni. Al contrario, se fossimo in un regime di mercato libero, sarebbero maggiori le opportunità per i commercianti di calmierare l’ indice dei prezzi». Eppure, ci sono prodotti, come i servizi sanitari e la comunicazione, in cui l’ indice dei prezzi è diventato negativo nel 2012. «Il settore della comunicazione – osserva Antonelli – comprende beni di consumo, come cellulari e computer, che hanno una curva d’ invecchiamento molto alta. Vengono, quindi, sostituiti spesso dalle famiglie e questo determina un calo nei prezzi. Resta il fatto che si tratta di flessioni minime, dal momento che un decremento dello 0,2% comporta un risparmio di appena 2,40 euro per una famiglia di 3 persone». S. Bal. © riproduzione riservata.
 

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