22 Luglio 2002

Ora si indaga sui lavori di manutenzione

Il bilancio: 8 morti
e sette feriti
ancora in ospedale.
Pochi mesi fa
la sostituzione
delle traversine
Ora si indaga sui lavori di manutenzione

L?incidente sulla Palermo-Messina, due ipotesi: ha ceduto la motrice o si sono ?aperti ? i binari





ROMETTA (Messina) – Il locomotore del treno assassino era stato revisionato a maggio. Macchina fresca, aveva percorso solo 6 mila chilometri. Il prossimo controllo ai 15 mila. La tratta dalla quale il treno è schizzato fuori era stata rifatta, fine lavori il 13 giugno, con l?80% delle traversine sostituito. Per tecnici e maestranze delle Ferrovie un lavoro di routine.
Ma è proprio dentro questi due interventi che si annida, forse, la causa scatenante dell?incidente che sabato ha ucciso 8 viaggiatori e ne ha feriti altri 47, alcuni gravemente. Il sospetto è suggerito dalla normalità del contesto della sciagura. Il treno era soggetto ad una velocità massima di 115 km/h, ma procedeva a 100, non ha incrociato scambi, non ci sono tracce evidenti di impedimenti sul binario unico. Tragedia mentre l?Espresso Laguna, partito da Palermo e diretto a Venezia con 190 passeggeri a bordo, viaggia sicuro come un treno. Il personale di macchina non è chiamato ad alcun particolare intervento. Invece deragliano, locomotore e 7 vagoni.
Ieri notte i ferrovieri della squadra tecnica giunta da Palermo hanno notato sul binario, 400 metri prima della stazione di Rometta (non era prevista sosta) i segni inconfondibili del piattellamento. E? in quel punto che, con ogni probabilità, si determina la causa scatenante. E sono possibili due scenari, il cedimento di una parte della macchina, per esempio di un carrello, ovvero un cedimento della massicciata,con una conseguente ?apertura“ dei binari. Ciascuno dei due scenari rinvia ad un recente intervento di manutenzione. Suggerisce la necessità di controlli in profondità, delinea l?ambito possibile di un errore umano che resta sempre in agguato.
Sono questi gli interrogativi di fondo che la Procura di Messina girerà ai periti chiamati ad esaminare il relitto del treno e la consistenza della linea ferrata. Il teatro della sciagura è sottoposto a sequestro, sono state rilevate migliaia di fotografie. Un lavoro che potrebbe concludersi oggi, quando sarà anche operativo il carro grù delle Ferrovie inviato da Firenze per rimuovere i relitti del convoglio ed avviare il lavoro di ripristino della ferrovia.
Occorrerà almeno una settimana prima che un treno torni sulla tratta Milazzo-Rometta chiusa dalle ore 18.58 di sabato scorso. Le ripercussioni di questo ?tappo“ sono disastrose, grande confusione sui viaggi delle vacanze, proteste nelle stazioni di trasbordo, convogli in numero insufficiente, con un numero inadeguato di vagoni, partenze in ritardo, affollamenti, scene di convogli delle ferrovie indiani.
In un vertice in prefettura il Ministro Pietro Lunardi e l?amministratore delegato delle Ferrovie Giorgio Cimoli, che hanno in serata visitato i feriti negli ospedali, hanno respinto ieri critiche ed accuse al Governo di fare poco per la rete, all?Ente di risparmiare a spese della manutenzione e dunque della sicurezza. Il vescovo di Messina Giovanni Marra ha osservato che sarebbe meglio modernizzare le ferrovie, prima di pensare al ponte. Alcune associazioni tra consumatori sono andate oltre, ed hanno denunciato le Ferrovie per concorso in strage. Il Wwf ha inviato a leggere l?orario ferroviario, che spiega lo stato miserevole del trasporto su rotaia nel Sud.
Lunardi ha invitato «a non speculare sulla tragedia» e ha ricordato che la Palermo-Messina è «di vecchia concezione, risale a 50-100 anni fa» e il Governo sta lavorando con nuovi investimenti su tutti i suoi 230 km, 70 dei quali sono stati raddoppiati, su altri 60 si lavora, per altri 80 si progetta. «Non una linea trascurata o abbandonata, ma linea difficile – è il giudizio del Ministro – che presenta problemi morfologici, causa anche delle lentezze», e comunque il sistema «si sta modernizzando anche con la linea ad alta capacità Palermo-Catania-Messina». Il vice ministro dell?economia Gianfranco Miccichè ha invece replicato a Mons. Marra osservando che «bisogna fare il ponte ed anche rifare la rete». Cimoli ha indicato, infine, le date degli interventi di manutenzione sulla motrice e dei lavori di manutenzione sulla tratta.

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